lunedì 5 ottobre 2009

Ottobre: mese delle missioni e del rosario


Ottobre ha una data particolare da ricordare, il giorno 7 quando la flotta cristiana sconfisse le truppe musulmane a Lepanto.... ma non tutti sanno che non furono affatto esclusivamente le armi a porre fine alla battaglia, bensì il ROSARIO....
Dovete sapere che Papa Pio V, divenuto poi Santo, era un Domenicano (da lui tra l'altro partirà la tradizione del vestirsi di BIANCO, perchè non volendo abbandonare il suo abito, bianco appunto, finì per piacere a tutti.... prima anche i Papi vestivano di rosso come i vescovi, il bianco è segno di purezza...) e come Domenicano era un Predicatore e diffusore della Preghiera del Rosario che secondo la Tradizione la Beata Vergine Maria consegnò a san Domenico per diffondere la Verità attraverso i Misteri della vita di Gesù.
Così san Pio V cosa fece? Certo, organizzò che ci fossero le truppe a difendere l'Europa, ma affidò anche un’altra campagna, senza armi, anzi, usando come arma LA CORONA DEL ROSARIO....
Quando i cristiani vinsero a Lepanto, i messi della buona notizia non fecero in tempo a portarla al Papa perchè attraverso una visione mistica era stato detto al Papa della Vittoria....
Successivamente, con Papa Gregorio XIII, per interessamento dei Padri di San Domenico, nel 1573, la stessa Festa assunse il nome di Beata Vergine del Santo Rosario.
Nel 1716, il Papa Clemente XI, in occasione di una nuova vittoria riportata dai cristiani nel difendere l'Europa dal pericolo musulmano, estese la celebrazione della Madonna del Rosario a tutta la Chiesa Universale.
San Pio X, nel 1913, riportò quindi la festività solenne nella data storica del 7 ottobre, dopo che, precedentemente, Leone XIII, riconosciuto e definito da molti come il Papa del Rosario, con l'Enciclica "Supremi Apostolatus” del 1° dicembre 1883, dedicò l'intero mese di ottobre alla Madonna del Rosario.

L'Oratorio

Carissimi fedeli ed amici dell’Oratorio S. Lorenzo,
nella chiacchierata di questa domenica, festa dell’Oratorio, desidero intrattenervi sull’argomento Centro Parrocchiale (Oratorio) per conoscere sempre di più questo piccolo mondo. Sappiamo tutti quanto la realtà oratoriale è fortemente radicata e ben consolidata, in particolare nelle regioni ecclesiastiche del settentrione di cui le nostre comunità parrocchiali non possono fare a meno. Vorrei, perciò, fare con voi qualche riflessione, esprimendo alcuni concetti che sono alla base dell’universo Oratorio.
Premetto che questa volta, giungendo a S. Lorenzo in Trezzano dalla Parrocchia del Buon Pastore di Padova, dove esiste anche un Centro Parrocchiale, non ho avuto quell’impatto, di per sé molto positiva per la vivacità della vita comunitaria, come quando nel 1991 approdavo tra voi dalla Parrocchia napoletana di S. Antonio, in cui mi mancava un vero e proprio Centro Parrocchiale (Oratorio). Ora, invece, fatte salve le poche differenze tra le due comunità: quella di Padova più piccola (3.200 ab.) ed appartenente ad un quartiere di Città, contraddistinta per lo più da una popolazione più anziana. Questa, invece, di gran lunga più numerosa (11500 ab.), è formata da famiglie più giovani e, quindi, con tanti ragazzi e giovani, senza ignorare gli adulti, i quali vivacizzano questo Centro Parrocchiale. La mia sensibilità rogazionista mi farebbe esclamare immediatamente che la messe è davvero grande e necessitano gli operai!
Tutta questa realtà mi dà l’occasione di pensare davvero a tutto il da fare e lo stimolo a guardare in avanti,….in prospettiva, per tentare di far vivere, tutti insieme, quei valori che contraddistinguono il pensare e l’agire in questo particolare spazio della Parrocchia, chiamato Oratorio.
Il nostro sogno è che in questo ambiente ognuno possa “sentirsi” come a casa propria ed esso diventi un Ponte tra la strada e la Chiesa per i tanti ragazzi e giovani verso i quali ci sia sempre ascolto, accoglienza, annuncio e accompagnamento da parte nostra.
Anche il Progetto del Nuovo Centro Parrocchiale-Oratorio che si sta lentamente “concretizzando” è una risorsa per l’intera comunità, sempre bisognosa di luoghi e momenti d’incontro e di scambio, mentre adempie la sua finalità primaria: il servizio alla persona e alla comunità che va attuato favorendo l’incontro e l’aggregazione sociale, ricreativa e sportiva, insieme alla promozione d’itinerari di formazione umana e cristiana.
Vi saluto con affetto.
Padre Renato

Partiamo insieme!

Carissimi amici e fedeli,

Quella trascorsa è stata una settimana vissuta molto intensamente in Parrocchia per la Festa di S. Lorenzo e anche ben riuscita. Con lei si è dato inizio pure al nuovo anno pastorale 2009/10 con le varie attività dei gruppi ed associazioni.
Per me che ho partecipato per la prima volta alla Festa Patronale tra voi, è stata anche una buona occasione per incontrarvi in tanti e per inserirmi in pieno nelle realtà della nostra comunità.

Inoltre, la presenza della corale del Buon Pastore e d’alcune giovani coppie della mia ex Parrocchia di Padova all’Eucaristia della Festa è stato un altro momento bello di comunione e di condivisione per le due comunità e per me che, essendo ora a S. Lorenzo, non potevo dimenticarli molto presto.
In conseguenza di ciò sento anche il bisogno di giustificare la mia emozione manifestata in Chiesa al termine della S. Messa, consegnando loro un piccolo segno, con dedica, della nostra Chiesa, molto gradito (foto Vetrata). A questo punto mi torna in mente quanto avevo espresso al mio saluto per l’inizio ufficiale del Ministero in questa Parrocchia, nel dire: “Il legame spirituale e l’amicizia che si sono creati tra fedeli e sacerdoti (specie se parroco), non possono essere spezzati dalla distanza” . E non può essere diversamente.

Ma, come vedete, ora il mio nuovo spazio di ministero assegnatomi è tra voi e con voi: ciò che potremo fare di bello e di buono, sarà possibile solo con la collaborazione di tutti, in particolare con quella dei più stretti e diretti collaboratori laici e confratelli sacerdoti.

Desidero ancora dire un grazie sincero a chi mi ha preceduto recentemente, a P. Francesco, perché la nostra comunità, che mi piace paragonarla ad un grande “autobus”, dopo la fermata per il cambio dell’autista, è risalita a bordo con tutti gli ex compagni di viaggio per continuare il suo cammino.

Vi saluto con affetto, augurando a tutti...
buon viaggio!!!

Padre Renato

martedì 22 settembre 2009

Un nuovo sacerdote tra noi


Padre Zhuir Nasser è arrivato sabato 19 settembre nella nostra Parrocchia dall'Istituto Antoniano di Roma.
E' nato a Mossul (Iraq) nel 1965. E' giunto in Italia ad Assisi tra i Padri Rogazionisti nel 1995 per iniziare il cammino di discernimento vocazionale.
Ha fatto il noviziato e la 1^ professione a Messina; ha compiuto gli Studi di Teologia a Grottaferrata (Roma).
E’ stato ordinato sacerdote a Karakosh, Mossul (Iraq) il 18.8.2006. Era presente P. Renato che lo ha presentato al Vescovo. Ha svolto i suoi primi anni di ministero nella Parrocchia Rogazionista di Roma.
Benvenuto tra noi per continuare il tuo ministero!!!

La Parola al Parroco

Carissimi amici e fedeli,
La ricorrenza della Festa di San Lorenzo, Patrono della nostra Parrocchia, e in contemporanea la Festa della Comunità, ci danno occasione di approfondire la conoscenza del Santo e di far nostro il messaggio di quest’insigne figura di diacono della Chiesa di Roma, martirizzato nell’anno 258 d. c. durante la persecuzione dell’imperatore Valeriano.
Tale tradizione - testimonianza è attestata anche dal nostro Sant’Ambrogio che parla così del sacrificio di Lorenzo per mano del fuoco, (già riportata nel pieghevole del programma della nostra Festa): “Il persecutore chiede a Lorenzo le ricchezze della Chiesa. Il diacono gli risponde mostrandogli l’immensa folla dei cristiani nella povertà”. Egli si limita a “mostrare la folla imponente dei cristiani poveri”.
Vi sono stati nella storia della Chiesa parole ed attitudini di grandezza e di bellezza, custoditi dalla tradizione e citati nel corso dei secoli come particolarmente caratteristici della linea autentica del Vangelo e della Tradizione Cristiana. La risposta di San Lorenzo al suo persecutore, avido d’impossessarsi dei beni della Chiesa gestiti dal santo diacono Lorenzo, è uno di questi gesti.
Pertanto, tutti noi in quanto fedeli appartenenti a questa comunità parrocchiale, dobbiamo ritenerci dei privilegiati e sentirci orgogliosi di averlo come patrono, identificarci sempre di più nella sua figura di testimone della carità. Nella nostra Parrocchia, grazie all’opera di tanti volontari, esistono già delle attività espressive di quest’impegno, come il Centro d’Ascolto e la Caritas parrocchiale con i vari servizi verso i bisogni del territorio.
Ma oltre questo aspetto importante in dimensione spirituale, la Festa Patronale costituisce anche un bel momento d’incontro per la gente e anche perché la comunità, di fatto, esprime nelle sue forze vive, con l’impegno fattivo dei volontari, il suo vero aspetto di vita comunitaria, sia nei giorni di preparazione, sia in quelli dello svolgimento. Nel ringraziare di cuore questi protagonisti, formulo per tutti l’augurio di Buona Festa.
Vi saluto con affetto, invocando la Benedizione del Santo.
Padre Renato

venerdì 18 settembre 2009

Lettera agli amici e fedeli

Carissimi,
Ho chiesto alla Redazione di riservarmi su questo foglio, settimanalmente (IL COM), un piccolo spazio perché desidero intrattenermi con voi, nella comunicazione e condivisione di alcune mie impressioni e sensazioni, assieme anche alle ansie pastorali di un prete. Tutto ciò servirà pure a farci crescere nella conoscenza e nella simpatia reciproca.
In questi giorni mi capita sovente d’incontrare in circostanze varie tante persone che, salutandomi, mi chiedono come mi trovo a Trezzano e se sto bene, etc…
Non vi nascondo dicendo che avverto un senso di piacere per questo loro interesse e simpatia nei miei confronti, come accade tra vecchi amici che si ritrovano dopo anni, sia trattasi d’adulti o di giovani, quasi sempre miei ex alunni.
Desidero davvero avvicinare e incontrare tutti: in strada, nelle abitazioni, in chiesa, in casa o in ufficio parrocchiale, ovunque. Un simpatico ed allegro parroco, mio collega, raccomandava ai suoi più stretti collaboratori parrocchiali: “Quando venite a trovarmi non dite: Disturbo? L’unico mio disturbo è quello di non essere disturbato abbastanza!”.
Un’ultima cosa ancora per terminare: ritengo che nel passaggio del testimone da un parroco all’altro, com’è accaduto da noi, ciò che resta (si tramanda) sia molto di più di ciò che le nostre povere persone, per quanto brave e competenti, abbiano saputo fare.
Quello che conta maggiormente è l’intero vissuto di una comunità. Perciò, fin dai primi giorni del mio “insediamento” in questa cara Parrocchia, mi sono preoccupato davvero di cogliere tutta la ricchezza e lo specifico che la comunità di S. Lorenzo vive nell’azione liturgica, nella catechesi, nell’impegno missionario, nella carità e nella vita associativa.
Tutto questo costituisce un’eredità preziosa da non disperdere, ma da reinvestire.
Vi saluto con affetto.
Padre Renato

Saluto del nuovo parroco

Carissimi fedeli ed amici,
Nella ripresa di questo nuovo anno pastorale 2009/10 mi è gradito rivolgervi un saluto di ben rientro dalle vacanze e di buona ripresa di vita parrocchiale. Settembre infatti è il mese della ripresa, il quale ha ispirato al grande poeta Gabriel D’Annunzio la famosa poesia per l’inizio di un nuovo cammino per i suoi pastori d’Abruzzo:“Settembre, andiamo! E’ tempo di migrare” .
In particolare, noi preti come pastori d’anime, in quest’anno sacerdotale siamo chiamati a fare delle scelte impegnative per condividere con voi e per voi una nuova avventura ministeriale per l’annuncio del Vangelo e per il servizio e il bene del Popolo di Dio.
Per tutti noi sarà la Festa del nostro Patrono S. Lorenzo del 20 settembre a dare il via alle attività parrocchiali mediante la ripresa del catechismo per i ragazzi, alla vita dell’oratorio, alle iniziative associative dei gruppi e movimenti, al servizio dei laici negli organismi pastorali e alla preziosa opera dei numerosi volontari.
Intanto, desidero ringraziare i tanti collaboratori laici che fin da subito, appena ricevuto il “testimone” dal P. Francesco, non mi hanno fatto mancare il loro sostegno. Ancora un grazie all’intera Comunità e in particolare per l’accoglienza riservatami, sincera ed affettuosa, nell’Eucaristia di Domenica 5 luglio u.s., per l’inizio del mio Ministero Pastorale. La presenza in quella circostanza di alcuni amici e fedeli della mia ex Parrocchia di Gesù Buon Pastore di Padova, che hanno voluto accompagnarmi, mi ha dato di pensare al legame spirituale e all’amicizia che si creano in tanti anni di vita condivisa e di servizio pastorale.
Infatti, sono convinto che quando siamo chiamati a servire altrove “noi preti - lo ricordava Mons. Mario Delpini in un suo scritto indirizzato alla ns. Parrocchia – siamo semplicemente dei servi” ; noi non sostituiamo l’affetto per i nostri ex fedeli ed amici con quello d’altre persone, ma esso si arricchisce di una nuova fraternità, più grande. Pertanto, se siamo pastori, vediamo accrescere il gregge e se siamo padri, crescono anche i figli.
Miei cari, posso testimoniarvi che dalla mia partenza da Trezzano, avvenuta 13 anni fa, fino al presente, non vi ho mai dimenticato, in particolare i ragazzi che ora vedo cresciuti, giovani da matrimonio. E se sofferenza c’è stata allora per il distacco, oggi la gioia è raddoppiata nel rivedervi; un sacerdote, maggiormente se parroco, vive tutto ciò con molta intensità e così pure i fedeli nei suoi confronti. Voi pure, tutto questo, l’avete vissuto di recente con il distacco dal P. Francesco al quale anch’io, come amico e confratello, ero e lo sono legato da chiara e sincera amicizia. Molti di voi, come me, erano presenti al suo saluto d’arrivederci del 31 maggio. Egli ha dato questo messaggio, lasciando la comunità. per la quale ha lavorato da parroco con intensità, amore e competenza, che essa non cambia pagina, ma siamo tutti invitati a proseguire il cammino fatto. Egli esortava ad aver fiducia nella Provvidenza e di “vivere in spirito di fede e di collaborazione questo tempo di crisi , che è sicuramente per la crescita”. “Dio non turba mai la gioia dei suoi figli, se non per preparare una più certa e più grande” (Manzoni ).
In conclusione, rubando un’espressione al grande Agostino, dichiaro di venire tra voi con quest’atteggiamento: “Per voi, infatti, sono parroco (vescovo egli diceva), con voi sono cristiano” Chiedo perciò la collaborazione di tutti e di ciascuno, perché questa Parrocchia diventi Casa e Scuola di Comunione per tutti; un Ponte nella nostra cittadina per raggiungere tutti. La Vergine SS.ma e l’intercessione dei nostri Patroni: S. Lorenzo, S. Ambrogio e S. Annibale Maria ci accompagnino e ci sostengano in questo cammino. Vi saluto con affetto.
Padre Renato