Sul luogo delle apparizioni chiamato "Cova da Iria", fu costruito il Santuario composto da un "Recinto di preghiera" e da una vasta Spianata sulla quale si affacciano vari edifici. All'estremità nord sorge la Basilica e sulla sinistra si trova la "Capelinha", la Cappellina delle Apparizioni, costruita nel 1919.
Il Santo Padre ha letto una preghiera davanti alla statua della Vergine nella Cappellina delle Apparizioni, ed ha ricordato che il Venerabile Giovanni Paolo II compì una visita a Maria Vergine di Fatima in tre occasioni, e Le rese grazie "per quella 'mano invisibile' che lo ha liberato dalla morte nell'attentato del tredici maggio del 1981".
"Ringrazio, Madre diletta, le preghiere e i sacrifici che i Pastorelli di Fatima facevano per il Papa, condotti dai sentimenti che tu hai ispirato loro nelle apparizioni. Ringrazio anche tutti coloro che, ogni giorno, pregano per il Successore di Pietro e per le sue intenzioni affinché il Papa sia forte nella fede, audace nella speranza e zelante nell'amore".
Il Santo Padre ha offerto la Rosa d'Oro "che ho portato da Roma, come omaggio di gratitudine del Papa per le meraviglie che l'Onnipotente ha compiuto per mezzo di Te nei cuori di tanti che vengono pellegrini a questa tua casa materna".
°*°*°*°*
Altre informazioni sul viaggio Apostolico in Portogallo nel 10° Anniversario della beatificazione di Giacinta e Francesco, pastorelli di Fatima, potete trovarle sul sito della Santa Sede:
www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/travels/2010/index_portogallo_it.htm
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martedì 18 maggio 2010
lunedì 10 maggio 2010
Il Papa e la Sindone

Domenica 2 maggio Benedetto XVI si è recato in visita pastorale a Torino in occasione della Ostensione della Sacra Sindone. Quattro i momenti salienti della visita: la celebrazione eucaristica in piazza San Carlo, l’incontro con i giovani, nella stessa piazza, la venerazione della Sindone nel Duomo e l’incontro con gli ammalati nella chiesa della Piccola Casa della Divina Provvidenza-Cottolengo di Torino.
La Sindone è «l’Icona del Sabato Santo», che «è il giorno del nascondimento di Dio». Lo ha evidenziato il Pontefice, nella sua meditazione in occasione della venerazione della Santa Sindone. La Sindone, allora, «ci parla esattamente di quel momento, sta a testimoniare precisamente quell’intervallo unico e irripetibile nella storia dell’umanità e dell’universo, in cui Dio, in Gesù Cristo, ha condiviso non solo il nostro morire, ma anche il nostro rimanere nella morte. La solidarietà più radicale».
La Sindone è «l’Icona del Sabato Santo», che «è il giorno del nascondimento di Dio». Lo ha evidenziato il Pontefice, nella sua meditazione in occasione della venerazione della Santa Sindone. La Sindone, allora, «ci parla esattamente di quel momento, sta a testimoniare precisamente quell’intervallo unico e irripetibile nella storia dell’umanità e dell’universo, in cui Dio, in Gesù Cristo, ha condiviso non solo il nostro morire, ma anche il nostro rimanere nella morte. La solidarietà più radicale».
martedì 4 maggio 2010
IL SACRAMENTO DEGLI INFERMI
Quando la Chiesa si prende cura degli infermi, presta servizio a Cristo stesso nelle membra sofferenti del suo Corpo mistico, e seguendo l'esempio del Signore Gesù, che «passò beneficando e risanando tutti» (At 10, 38), obbedisce al suo comando di aver cura dei malati (cfr. Mc 16, 18).
La Chiesa dimostra questa sollecitudine non solo visitando i malati, ma anche confortandoli con il sacramento del- l'Unzione, sostenendoli, sia durante la malattia che in pericolo di morte, con il sacramento dell'Eucaristia, e raccomandandoli con le sue preghiere a Dio, specialmente negli ultimi istanti della loro vita.
LA SACRA UNZIONE DEGLI INFERMI, come professa e insegna la Chiesa cattolica, è uno dei sette sacramenti del N.T, istituito da Cristo nostro Signore, adombrato come tale nel vangelo di Marco (Mc.6,13) e raccomandato ai fedeli e promulgato da Giacomo, apostolo e fratello del Signore. “Chi è malato,- egli dice -, chiami a sé i presbiteri della Chiesa e pre-ghino su di lui dopo averlo unto con olio nel nome del Signore; e la preghiera fatta con fede salverà il malato, il Signore lo rialzerà e se ha commesso peccati, gli saranno perdonati (Gc.5,14-15)».
Il Concilio Vaticano II da parte sua, contiene queste ulteriori affermazioni: «L'Estrema Unzione, la quale può esser chiamata anche, e meglio, Unzione degli infermi, non è il sacramento soltanto di coloro che si trovano in estremo pericolo di vita. Perciò, il tempo opportuno per riceverlo ha certamente già inizio quando il fedele, per malattia o per vecchiaia, comincia ad essere in pericolo di morte».
E che l'uso di questo sacramento rientri nelle sol- lecitudini di tutta la Chiesa, è dimostrato da queste parole: «Con la sacra Unzione degli infermi e con la preghiera dei presbiteri, tutta la Chiesa raccomanda gli ammalati al Signore sofferente e glorificato, perché rechi loro sollievo e li salvi (cfr. Gc 5, 14-16), anzi li esorta ad unirsi spontaneamente alla passione e alla morte di Cristo.
DOMENICA 16 MAGGIO 2010
Durante la S. MESSA
delle ore 16,00
sarà amministrato comunitariamente
il Sacramento dell’UNZIONE
degli INFERMI
La Chiesa dimostra questa sollecitudine non solo visitando i malati, ma anche confortandoli con il sacramento del- l'Unzione, sostenendoli, sia durante la malattia che in pericolo di morte, con il sacramento dell'Eucaristia, e raccomandandoli con le sue preghiere a Dio, specialmente negli ultimi istanti della loro vita.
LA SACRA UNZIONE DEGLI INFERMI, come professa e insegna la Chiesa cattolica, è uno dei sette sacramenti del N.T, istituito da Cristo nostro Signore, adombrato come tale nel vangelo di Marco (Mc.6,13) e raccomandato ai fedeli e promulgato da Giacomo, apostolo e fratello del Signore. “Chi è malato,- egli dice -, chiami a sé i presbiteri della Chiesa e pre-ghino su di lui dopo averlo unto con olio nel nome del Signore; e la preghiera fatta con fede salverà il malato, il Signore lo rialzerà e se ha commesso peccati, gli saranno perdonati (Gc.5,14-15)».
Il Concilio Vaticano II da parte sua, contiene queste ulteriori affermazioni: «L'Estrema Unzione, la quale può esser chiamata anche, e meglio, Unzione degli infermi, non è il sacramento soltanto di coloro che si trovano in estremo pericolo di vita. Perciò, il tempo opportuno per riceverlo ha certamente già inizio quando il fedele, per malattia o per vecchiaia, comincia ad essere in pericolo di morte».
E che l'uso di questo sacramento rientri nelle sol- lecitudini di tutta la Chiesa, è dimostrato da queste parole: «Con la sacra Unzione degli infermi e con la preghiera dei presbiteri, tutta la Chiesa raccomanda gli ammalati al Signore sofferente e glorificato, perché rechi loro sollievo e li salvi (cfr. Gc 5, 14-16), anzi li esorta ad unirsi spontaneamente alla passione e alla morte di Cristo.
DOMENICA 16 MAGGIO 2010
Durante la S. MESSA
delle ore 16,00
sarà amministrato comunitariamente
il Sacramento dell’UNZIONE
degli INFERMI
Gli operatori pastorali,
i Ministri della Comunione e i Parenti
sono pregati di avvisare
i loro familiari ammalati e anziani
per prepararli e segnalarli al Parroco
a ricevere efficacemente
questo Dono
i Ministri della Comunione e i Parenti
sono pregati di avvisare
i loro familiari ammalati e anziani
per prepararli e segnalarli al Parroco
a ricevere efficacemente
questo Dono
Lampada per l’anno sacerdotale
La nostra Parrocchia sostiene fortemente l’iniziativa del Centro Nazionale Vocazioni: ogni prima domenica del mese, fino a giugno, durante le Santa Messe, si accenderà una lampada per l’anno sacerdotale e si dedicherà una specifica intenzione di preghiera alle vocazioni. Tutta la nostra comunità parrocchiale è chiamata a pregare per le vocazioni
Intenzione di preghiera
Verbo incarnato per amore dell’umanità, rinnova nel tuo popolo ogni giorno la mistica incarnazione, attraverso sacerdoti che vivono il sacramento dell’Ordine ricevuto, con entusiasmo e con la gioia di appartenerti, preghiamo
Intenzione di preghiera
Verbo incarnato per amore dell’umanità, rinnova nel tuo popolo ogni giorno la mistica incarnazione, attraverso sacerdoti che vivono il sacramento dell’Ordine ricevuto, con entusiasmo e con la gioia di appartenerti, preghiamo
Messaggio per il giuramento del Nuovo Sindaco
Giovedì 29 Aprile, in Consiglio Comunale, in occasione del giuramento di fedeltà alla Costituzione del nuovo Sindaco, le due Comunità Parrocchiali hanno fatto giungere al Sindaco "l'augurio di una sincera e leale collaborazione per ogni azione a favore della gente, per una maggiore coesione sociale, per una città più umana, fraterna e gioioisa".
lunedì 19 aprile 2010
5° ANNIVERSARIO dell’ELEZIONE di BENEDETTO XVI al Pontificato
Lunedì 19 APRILE 2010
La Presidenza della CEI invita tutte le comunità ecclesiali in questo giorno a stringersi intorno a lui, centro di unità e segno visibile di comunione...
Nello stesso tempo, in quest'ora di prova, la Chiesa in Italia non viene meno al dovere della purificazione...
Confidando nella Sua parola, implora dal Signore energie nuove, perché ne rafforzi la passione educativa, sorretta dalla dedizione e dal generoso impegno di tanti sacerdoti che, insieme ai religiosi, alle religiose e ai laici, ogni giorno si spendono soprattutto nelle situazioni più difficili.
La Presidenza della CEI invita tutte le comunità ecclesiali in questo giorno a stringersi intorno a lui, centro di unità e segno visibile di comunione...
Nello stesso tempo, in quest'ora di prova, la Chiesa in Italia non viene meno al dovere della purificazione...
Confidando nella Sua parola, implora dal Signore energie nuove, perché ne rafforzi la passione educativa, sorretta dalla dedizione e dal generoso impegno di tanti sacerdoti che, insieme ai religiosi, alle religiose e ai laici, ogni giorno si spendono soprattutto nelle situazioni più difficili.
Auguri al nuovo sindaco di Trezzano s/N
Al primo cittadino
di Trezzano sul Naviglio,
Avv. Giorgio Tomasino,
la comunità parrocchiale San Lorenzo
formula gli auguri più sinceri,
accompagnati dalla preghiera,
per sostenerlo nell'amministrazione
del bene comune.
mercoledì 14 aprile 2010
Il nuovo libro del Cardinale

Nessuno sia solo. Lettere alla famiglia è il titolo del libro scritto dal cardinale Dionigi Tettamanzi (Rizzoli, 110 pagine), che a pochi giorni dalla sua uscita in libreria è già alla prima ristampa. L’Arcivescovo parla alla famiglia di oggi, cellula fondamentale della società, e ai giovani, andando dritto al cuore dei loro problemi con uno sguardo lucido e insieme pieno di speranza. Quello della Chiesa capace di essere casa per tutti.
Con l’immediatezza e la confidenza che sono da sempre il suo tratto distintivo, il Cardinale bussa alle porte delle famiglie, per aprire con ognuna un dialogo sincero sulle difficoltà concrete e più urgenti del vissuto quotidiano. Lo fa attraverso tre lettere - della serie che il vescovo indirizza periodicamente ai fedeli, che rivolgono un messaggio di speranza e di apertura alle famiglie segnate dalla sofferenza e dal lutto, alle coppie che sperimentano il dolore della separazione e infine ai giovani, che con la forza dei loro sogni sono chiamati a costruire un domani più sostenibile.
Con l’immediatezza e la confidenza che sono da sempre il suo tratto distintivo, il Cardinale bussa alle porte delle famiglie, per aprire con ognuna un dialogo sincero sulle difficoltà concrete e più urgenti del vissuto quotidiano. Lo fa attraverso tre lettere - della serie che il vescovo indirizza periodicamente ai fedeli, che rivolgono un messaggio di speranza e di apertura alle famiglie segnate dalla sofferenza e dal lutto, alle coppie che sperimentano il dolore della separazione e infine ai giovani, che con la forza dei loro sogni sono chiamati a costruire un domani più sostenibile.
lunedì 22 marzo 2010
La Benedizione del Dio dei Padri
Il Dio di Abramo ti chiami
per un cammino di sogno e di promessa
e ti provveda nei crocevia.
Il Dio di Sara ti insegni
l’amore per una vita senza orizzonti
e una speranza per i giorni senza aurora.
Il Dio di Giacobbe ti riveli
il punto imprevedibile dell’incontro
e i segni della lotta e della ricerca.
Il Dio di Mosè ti parli faccia a faccia
nello specchio della storia e nei segni dei tempi
perché tu lo veda come se vedessi l’invisibile.
Il Dio di Giosuè ti spinga a confidare
in tutti i nuovi inizi
e ad assumere la decisione di guida.
Il Dio di Samuele ti trovi disponibile
ad ascoltare la sua voce
e a non disattendere il grido del popolo.
Il Dio di Elia ti accolga
nella soavità della brezza e del silenzio
per non confonderlo con uno spettacolo.
Il Dio di Raab accetti il fiore della tua accoglienza
risparmi i tuoi e la tua casa
e ti iscriva nella stirpe regale del suo Unto.
Il Dio di David ti conceda
il dono del pentimento
e il coraggio del perdono e della lode
(Suor Emanuela Melo de Souza OSB)
per un cammino di sogno e di promessa
e ti provveda nei crocevia.
Il Dio di Sara ti insegni
l’amore per una vita senza orizzonti
e una speranza per i giorni senza aurora.
Il Dio di Giacobbe ti riveli
il punto imprevedibile dell’incontro
e i segni della lotta e della ricerca.
Il Dio di Mosè ti parli faccia a faccia
nello specchio della storia e nei segni dei tempi
perché tu lo veda come se vedessi l’invisibile.
Il Dio di Giosuè ti spinga a confidare
in tutti i nuovi inizi
e ad assumere la decisione di guida.
Il Dio di Samuele ti trovi disponibile
ad ascoltare la sua voce
e a non disattendere il grido del popolo.
Il Dio di Elia ti accolga
nella soavità della brezza e del silenzio
per non confonderlo con uno spettacolo.
Il Dio di Raab accetti il fiore della tua accoglienza
risparmi i tuoi e la tua casa
e ti iscriva nella stirpe regale del suo Unto.
Il Dio di David ti conceda
il dono del pentimento
e il coraggio del perdono e della lode
(Suor Emanuela Melo de Souza OSB)
giovedì 18 marzo 2010
Terremoto in Cile: i primi aiuti della Caritas
Mentre cresce il numero delle vittime del terremoto che ha colpito il Cile sabato scorso, la Caritas è impegnata per organizzare i primi soccorsi alla popolazione. Volontari e operatori sono all’opera per fornire riso, pasta, latte in polvere, aceto ai senzatetto.
Per contribuire è possibile donare il proprio contributo tramite:
· Donazione diretta presso l’Ufficio Raccolta Fondi in Via San Bernardino, 4 a Milano (orari ufficio);
· Conto corrente postale n. 13576228 intestato alla Caritas Ambrosiana Onlus
· Conto corrente bancario presso l’Agenzia 1 di Milano del Credito Artigiano intestato a Caritas Ambrosiana Onlus
IBAN: IT16 P 03512 01602 000000000578
· Carta di credito: donazione telefonica chiamando il numero 02 76037324 in orari d’ufficio; oppure direttamente collegandosi al sito www.caritas.it
Causale delle offerte (detraibile fiscalmente) “Emergenza terremoto: Cile 2010”
Per contribuire è possibile donare il proprio contributo tramite:
· Donazione diretta presso l’Ufficio Raccolta Fondi in Via San Bernardino, 4 a Milano (orari ufficio);
· Conto corrente postale n. 13576228 intestato alla Caritas Ambrosiana Onlus
· Conto corrente bancario presso l’Agenzia 1 di Milano del Credito Artigiano intestato a Caritas Ambrosiana Onlus
IBAN: IT16 P 03512 01602 000000000578
· Carta di credito: donazione telefonica chiamando il numero 02 76037324 in orari d’ufficio; oppure direttamente collegandosi al sito www.caritas.it
Causale delle offerte (detraibile fiscalmente) “Emergenza terremoto: Cile 2010”
Lampada per l’anno sacerdotale
Una lettera recapitata a tutti i parroci d’Italia in cui «in maniera delicata e discreta» si invita ad accedere una «Lampada per l’Anno Sacerdotale» durante la Messa di ogni prima domenica del mese e a dedicare una specifica intenzione di preghiera alle vocazioni. A presentare la proposta e a firmare il testo è don Nico Dal Molin, direttore del Centro nazionale vocazioni, che definisce il progetto – approvato dall’Assemblea generale dei vescovi italiani dello scorso novembre ad Assisi – un «piccolo seme» per lanciare una grande preghiera lungo la Penisola.
La Diocesi di Milano lo propone a tutte le parrocchie e il nostro Decanato appoggia con entusiasmo questa iniziativa.
Anche la nostra Parrocchia sostiene fortemente questa iniziativa e ogni prima domenica del mese, fino a giugno, durante le Santa Messe, si accenderà una lampada per l’anno sacerdotale .
Tutta la nostra comunità parrocchiale è chiamata a pregare per le vocazioni .
La Diocesi di Milano lo propone a tutte le parrocchie e il nostro Decanato appoggia con entusiasmo questa iniziativa.
Anche la nostra Parrocchia sostiene fortemente questa iniziativa e ogni prima domenica del mese, fino a giugno, durante le Santa Messe, si accenderà una lampada per l’anno sacerdotale .
Tutta la nostra comunità parrocchiale è chiamata a pregare per le vocazioni .
GESTO QUARESIMALE: aiutiamo la Maflow
Tutta la comunità parrocchiale è coinvolta in un gesto di solidarietà che ci interpella e dal quale nessuno può sentirsi esonerato: la precaria situazione dei dipendenti della ditta MAFLOW.
Diverse famiglie del nostro territorio sono tra questi. Per questo troveremo un cesto in oratorio e uno in Chiesa dove poter donare € 1,00 ogni settimana.
Ci sembra un gesto concreto, sorretto dalla preghiera, per vivere bene questa Quaresima.
Diverse famiglie del nostro territorio sono tra questi. Per questo troveremo un cesto in oratorio e uno in Chiesa dove poter donare € 1,00 ogni settimana.
Ci sembra un gesto concreto, sorretto dalla preghiera, per vivere bene questa Quaresima.
"La forza della vita una sfida per la povertà"
Messaggio del Consiglio Episcopale Permanente
per la 32a Giornata Nazionale per la vita
Chi guarda al benessere economico alla luce del Vangelo sa che esso non è tutto, ma non per questo è indifferente. Infatti, può servire la vita, rendendola più bella e apprezzabile e perciò più umana.
Fedele al messaggio di Gesù, venuto a salvare l'uomo nella sua interezza, la Chiesa si impegna per lo sviluppo umano integrale, che richiede anche il superamento dell'indigenza e del bisogno. La disponibilità di mezzi materiali, arginando la precarietà che è spesso fonte di ansia e paura, può concorrere a rendere ogni esistenza più serena e distesa. Consente, infatti, di provvedere a sé e ai propri cari una casa, il necessario sostentamento, cure mediche, istruzione. Una certa sicurezza economica costituisce un'opportunità per realizzare pienamente molte potenzialità di ordine culturale, lavorativo e artistico.
Avvertiamo perciò tutta la drammaticità della crisi finanziaria che ha investito molte aree del pianeta: la povertà e la mancanza del lavoro che ne derivano possono avere effetti disumanizzanti. La povertà, infatti, può abbrutire e l'assenza di un lavoro sicuro può far perdere fiducia in se stessi e nella propria dignità. Si tratta, in ogni caso, di motivi di inquietudine per tante famiglie. Molti genitori sono umiliati dall'impossibilità di provvedere, con il proprio lavoro, al benessere dei loro figli e molti giovani sono tentati di guardare al futuro con crescente rassegnazione e sfiducia.
Proprio perché conosciamo Cristo, la Vita vera, sappiamo riconoscere il valore della vita umana e quale minaccia sia insita in una crescente povertà di mezzi e risorse. Proprio perché ci sentiamo a servizio della vita donata da Cristo, abbiamo il dovere di denunciare quei meccanismi economici che, producendo povertà e creando forti disuguaglianze sociali, feriscono e offendono la vita, colpendo soprattutto i più deboli e indifesi.
Il benessere economico, però, non è un fine ma un mezzo, il cui valore è determinato dall'uso che se ne fa: è a servizio della vita, ma non è la vita. Quando, anzi, pretende di sostituirsi alla vita e di diventarne la motivazione, si snatura e si perverte. Anche per questo Gesù ha proclamato beati i poveri e ci ha messo in guardia dal pericolo delle ricchezze (cfr Lc 6,20-25). Alla sua sequela e testimoniando la libertà del Vangelo, tutti siamo chiamati a uno stile di vita sobrio, che non confonde la ricchezza economica con la ricchezza di vita.
Ogni vita, infatti, è degna di essere vissuta anche in situazioni di grande povertà. L'uso distorto dei beni e un dissennato consumismo possono, anzi, sfociare in una vita povera di senso e di ideali elevati, ignorando i bisogni di milioni di uomini e di donne e danneggiando irreparabilmente la terra, di cui siamo custodi e non padroni. Del resto, tutti conosciamo persone povere di mezzi, ma ricche di umanità e in grado di gustare la vita, perchè capaci di disponibilità e di dono.
Anche la crisi economica che stiamo attraversando può costituire un'occasione di crescita. Essa, infatti, ci spinge a riscoprire la bellezza della condivisione e della capacità di prenderci cura gli uni degli altri. Ci fa capire che non è la ricchezza economica a costituire la dignità della vita, perchè la vita stessa è la prima radicale ricchezza, e perciò va strenuamente difesa in ogni suo stadio, denunciando ancora una volta, senza cedimenti sul piano del giudizio etico, il delitto dell'aborto. Sarebbe assai povera ed egoista una società che, sedotta dal benessere, dimenticasse che la vita è il bene più grande. Del resto, come insegna il Papa Benedetto XVI nella recente Enciclica Caritas in veritate, "rispondere alle esigenze morali più profonde della persona ha anche importanti e benefiche ricadute sul piano economico" (n. 45), in quanto "l'apertura moralmente responsabile alla vita è una ricchezza sociale ed economica" (n. 44).
Proprio il momento che attraversiamo ci spinge a essere ancora più solidali con quelle madri che, spaventate dallo spettro della recessione economica, possono essere tentate di rinunciare o interrompere la gravidanza, e ci impegna a manifestare concretamente loro aiuto e vicinanza. Ci fa ricordare che, nella ricchezza o nella povertà, nessuno è padrone della propria vita e tutti siamo chiamati a custodirla e rispettarla come un tesoro prezioso dal momento del concepimento fino al suo spegnersi naturale.
per la 32a Giornata Nazionale per la vita
Chi guarda al benessere economico alla luce del Vangelo sa che esso non è tutto, ma non per questo è indifferente. Infatti, può servire la vita, rendendola più bella e apprezzabile e perciò più umana.
Fedele al messaggio di Gesù, venuto a salvare l'uomo nella sua interezza, la Chiesa si impegna per lo sviluppo umano integrale, che richiede anche il superamento dell'indigenza e del bisogno. La disponibilità di mezzi materiali, arginando la precarietà che è spesso fonte di ansia e paura, può concorrere a rendere ogni esistenza più serena e distesa. Consente, infatti, di provvedere a sé e ai propri cari una casa, il necessario sostentamento, cure mediche, istruzione. Una certa sicurezza economica costituisce un'opportunità per realizzare pienamente molte potenzialità di ordine culturale, lavorativo e artistico.
Avvertiamo perciò tutta la drammaticità della crisi finanziaria che ha investito molte aree del pianeta: la povertà e la mancanza del lavoro che ne derivano possono avere effetti disumanizzanti. La povertà, infatti, può abbrutire e l'assenza di un lavoro sicuro può far perdere fiducia in se stessi e nella propria dignità. Si tratta, in ogni caso, di motivi di inquietudine per tante famiglie. Molti genitori sono umiliati dall'impossibilità di provvedere, con il proprio lavoro, al benessere dei loro figli e molti giovani sono tentati di guardare al futuro con crescente rassegnazione e sfiducia.
Proprio perché conosciamo Cristo, la Vita vera, sappiamo riconoscere il valore della vita umana e quale minaccia sia insita in una crescente povertà di mezzi e risorse. Proprio perché ci sentiamo a servizio della vita donata da Cristo, abbiamo il dovere di denunciare quei meccanismi economici che, producendo povertà e creando forti disuguaglianze sociali, feriscono e offendono la vita, colpendo soprattutto i più deboli e indifesi.
Il benessere economico, però, non è un fine ma un mezzo, il cui valore è determinato dall'uso che se ne fa: è a servizio della vita, ma non è la vita. Quando, anzi, pretende di sostituirsi alla vita e di diventarne la motivazione, si snatura e si perverte. Anche per questo Gesù ha proclamato beati i poveri e ci ha messo in guardia dal pericolo delle ricchezze (cfr Lc 6,20-25). Alla sua sequela e testimoniando la libertà del Vangelo, tutti siamo chiamati a uno stile di vita sobrio, che non confonde la ricchezza economica con la ricchezza di vita.
Ogni vita, infatti, è degna di essere vissuta anche in situazioni di grande povertà. L'uso distorto dei beni e un dissennato consumismo possono, anzi, sfociare in una vita povera di senso e di ideali elevati, ignorando i bisogni di milioni di uomini e di donne e danneggiando irreparabilmente la terra, di cui siamo custodi e non padroni. Del resto, tutti conosciamo persone povere di mezzi, ma ricche di umanità e in grado di gustare la vita, perchè capaci di disponibilità e di dono.
Anche la crisi economica che stiamo attraversando può costituire un'occasione di crescita. Essa, infatti, ci spinge a riscoprire la bellezza della condivisione e della capacità di prenderci cura gli uni degli altri. Ci fa capire che non è la ricchezza economica a costituire la dignità della vita, perchè la vita stessa è la prima radicale ricchezza, e perciò va strenuamente difesa in ogni suo stadio, denunciando ancora una volta, senza cedimenti sul piano del giudizio etico, il delitto dell'aborto. Sarebbe assai povera ed egoista una società che, sedotta dal benessere, dimenticasse che la vita è il bene più grande. Del resto, come insegna il Papa Benedetto XVI nella recente Enciclica Caritas in veritate, "rispondere alle esigenze morali più profonde della persona ha anche importanti e benefiche ricadute sul piano economico" (n. 45), in quanto "l'apertura moralmente responsabile alla vita è una ricchezza sociale ed economica" (n. 44).
Proprio il momento che attraversiamo ci spinge a essere ancora più solidali con quelle madri che, spaventate dallo spettro della recessione economica, possono essere tentate di rinunciare o interrompere la gravidanza, e ci impegna a manifestare concretamente loro aiuto e vicinanza. Ci fa ricordare che, nella ricchezza o nella povertà, nessuno è padrone della propria vita e tutti siamo chiamati a custodirla e rispettarla come un tesoro prezioso dal momento del concepimento fino al suo spegnersi naturale.
lunedì 25 gennaio 2010
FESTA DELLA FAMIGLIA
31 GENNAIO
GIORNATA PER LA VITA
GIORNATA PER LA VITA
7 FEBBRAIO
Carissimi parrocchiani
vi invitiamo alle iniziative che la nostra comunità ha pensato per valorizzare le giornate proposte dalla Chiesa, per testimoniare la centralità della famiglia e la cura per la Vita.
Sono piccoli gesti da vivere insieme che ci aiuteranno a riscoprire i tesori presenti nelle nostre famiglie e nella vita di ogni uomo.
Vi auguriamo di poter trovare un po’ di tempo per partecipare almeno ad alcuni di questi appuntamenti, perché quando LA FAMIGLIA PARROCCHIALE si riunisce …è bello esserci tutti !
Il parroco e la commissione famiglia
vi invitiamo alle iniziative che la nostra comunità ha pensato per valorizzare le giornate proposte dalla Chiesa, per testimoniare la centralità della famiglia e la cura per la Vita.
Sono piccoli gesti da vivere insieme che ci aiuteranno a riscoprire i tesori presenti nelle nostre famiglie e nella vita di ogni uomo.
Vi auguriamo di poter trovare un po’ di tempo per partecipare almeno ad alcuni di questi appuntamenti, perché quando LA FAMIGLIA PARROCCHIALE si riunisce …è bello esserci tutti !
Il parroco e la commissione famiglia
APPUNTAMENTI
DOMENICA 31 GENNAIO
"Famiglia, apriti alla festa"
Ore 10.00 solenne celebrazione della S.Messa.
Durante tutte le S. Messe verrà distribuita la Preghiera per la Famiglia, da leggere insieme in chiesa e poi in famiglia nelle nostre case: la nostra chiesa come grande famiglia, le nostre famiglie come piccole chiese domestiche.
Ore 12.45 pranzo in oratorio
Prenotazioni a numero chiuso entro e non oltre giovedì 28 gennaio presso la segreteria della parrocchia (02.4451904) oppure dell’oratorio (02.48409364), lasciando nome e recapito telefonico.
Quota adulti € 10,00 - Bambini oltre i 5 anni € 5,00 - Bambini da 0 a 5 anni Gratis
Ore 15.30 in oratorio “tombolata familiare e giochi per i più piccoli “
Ore 10.00 solenne celebrazione della S.Messa.
Durante tutte le S. Messe verrà distribuita la Preghiera per la Famiglia, da leggere insieme in chiesa e poi in famiglia nelle nostre case: la nostra chiesa come grande famiglia, le nostre famiglie come piccole chiese domestiche.
Ore 12.45 pranzo in oratorio
Prenotazioni a numero chiuso entro e non oltre giovedì 28 gennaio presso la segreteria della parrocchia (02.4451904) oppure dell’oratorio (02.48409364), lasciando nome e recapito telefonico.
Quota adulti € 10,00 - Bambini oltre i 5 anni € 5,00 - Bambini da 0 a 5 anni Gratis
Ore 15.30 in oratorio “tombolata familiare e giochi per i più piccoli “
DOMENICA 7 FEBBRAIO
"Giornata per la vita"
Sul sagrato vendita di PRIMULE per i bambini di Haiti.
E’ un gesto piccolo, ma significativo che dice il nostro impegno
e la nostra solidarietà in difesa dei piccoli e dei deboli.
Difendiamo la sacralità della Vita.
E’ un gesto piccolo, ma significativo che dice il nostro impegno
e la nostra solidarietà in difesa dei piccoli e dei deboli.
Difendiamo la sacralità della Vita.
lunedì 18 gennaio 2010
Emergenza Terremoto Haiti
È possibile donare il proprio contributo per soccorrere le popolazioni del Paese centro-americano duramente provate dal terremoto, tramite la Caritas Ambrosiana mediante:
- donazione diretta
In Caritas Ambrosiana presso l'Ufficio Raccolta Fondi di via San Bernardino 4 a Milano: dal lunedì al giovedì dalle ore 9,30 alle ore 12,30 e dalle ore 14,30 alle ore 17,30, il venerdì dalle ore 9,30 alle ore 12,30.- conto corrente postale
n° 13576228 intestato a Caritas Ambrosiana ONLUS- conto corrente bancario
Agenzia 1 di Milano del Credito Artigiano intestato a Caritas Ambrosiana ONLUS
IBAN: IT16 P 03512 01602 000000000578
- carte di credito:
donazione telefonica chiamando il numero 02.76.037.324 in orari di ufficio.
Causale delle offerte (detraibili fiscalmente): “Emergenza terremoto Haiti 2010”
- donazione diretta
In Caritas Ambrosiana presso l'Ufficio Raccolta Fondi di via San Bernardino 4 a Milano: dal lunedì al giovedì dalle ore 9,30 alle ore 12,30 e dalle ore 14,30 alle ore 17,30, il venerdì dalle ore 9,30 alle ore 12,30.- conto corrente postale
n° 13576228 intestato a Caritas Ambrosiana ONLUS- conto corrente bancario
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Causale delle offerte (detraibili fiscalmente): “Emergenza terremoto Haiti 2010”
Vita del Santo Curato d’Ars

Nato l’8 maggio 1786 a Dardilly, vicino a Lyon, in una famiglia di agricoltori, Giovanni-Maria Vianney ebbe un’infanzia segnata dal fervore e dall’amore dei suoi genitori. La Rivoluzione francese influenzerà ben presto, tuttavia, la sua fanciullezza e adolescenza: farà la prima confessione ai piedi del grande orologio, nella sala comune della sua casa natale e non nella chiesa del villaggio, e ad impartire l’assoluzione sarà un prete « clandestino ».
Due anni più tardi arriverà il momento della prima comunione, questa volta in un granaio, durante una Messa clandestina, celebrata da un prete « refrattario » (che non aveva giurato fedeltà alla Rivoluzione). A 17 anni Giovanni-Maria decide di rispondere alla chiamata di Dio: « Vorrei guadagnare delle anime al Buon Dio », confiderà alla madre, Maria Béluze. Ma per due anni suo padre si oppone a questo progetto: c’è bisogno di braccia per mandare avanti il lavoro dei campi. Così è a 20 anni che Giovanni-Maria comincia a prepararsi al sacerdozio, presso l'abbé Balley, parroco d'Écully. Le difficoltà che incontra contribuiscono a farlo crescere: passa dallo scoraggiamento alla speranza, si reca in pellegrinaggio a la Louvesc, sulla tomba di san Francesco Régis. È anche obbligato a disertare quando gli giunge la chiamata alle armi, per combattere nella guerra di Spagna. E tuttavia l’abbé Balley non manca costantemente di sostenerlo in tutti quegli anni di prove. Ordinato prete nel 1815, viene inviato come vicario ad Écully.
Nel 1818 viene mandato ad Ars. Là risveglia la fede dei parrocchiani con la sua predicazione, ma soprattutto attraverso la preghiera e il suo stile di vita. Si sente povero di fronte alla missione da compiere, ma si lascia afferrare dalla misericordia di Dio. Restaura ed abbellisce la chiesa, fonda un orfanotrofio (“La Provvidenza”) e si prende cura dei più poveri.
Molto presto la sua fama di confessore attira da lui numerosi pellegrini che cercano il perdono di Dio e la pace del cuore.
Assalito da molte prove e combattimenti spirituali, conserva il suo cuore ben radicato nell’amore di Dio e dei fratelli. La sua unica preoccupazione è la salvezza delle anime. Le sue lezioni di catechismo e le sue omelie parlano soprattutto della bontà e della misericordia di Dio. Sacerdote che si consuma d’amore davanti al Santissimo Sacramento, si dona interamente a Dio, ai suoi parrocchiani e ai pellegrini.
Muore il 4 agosto 1859, dopo essersi votato fino in fondo all’Amore. La sua povertà era sincera e reale. Sapeva che un giorno sarebbe morto come “prigioniero del confessionale”.
Per tre volte aveva tentato di fuggire dalla sua parrocchia, ritenendosi indegno della missione di parroco e pensando di essere più un impedimento alla Bontà di Dio che uno strumento del suo Amore. L’ultima volta fu meno di sei anni prima della morte. Fu ripreso nel mezzo della notte dai suoi parrocchiani che avevano fatto suonare le campane a martello. Ritornò allora alla sua chiesa e riprese a confessare, fin dall’una del mattino. Dirà il giorno dopo: “sono stato un bambino”. Alle sue esequie c’erano più di mille persone e tra esse il vescovo e tutti i preti della diocesi, venuti ad onorare colui che consideravano già il loro modello.
Beatificato l’8 gennaio 1905, nello stesso anno viene dichiarato “patrono dei preti francesi”.
Canonizzato nel 1925 da Pio XI (lo stesso anno di Santa Teresina del Bambino Gesù), nel 1929 sarà proclamato “patrono di tutti i parroci del mondo”.
Il papa Giovanni Paolo II è andato ad Ars nel 1986.
Oggi Ars accoglie ogni anno 450.000 pellegrini e il Santuario propone diverse attività. Nel 1986 è stato aperto un seminario, che forma i futuri preti alla scuola di Giovanni-Maria Vianney. Perché là dove passano i santi, Dio passa assieme a loro!
Due anni più tardi arriverà il momento della prima comunione, questa volta in un granaio, durante una Messa clandestina, celebrata da un prete « refrattario » (che non aveva giurato fedeltà alla Rivoluzione). A 17 anni Giovanni-Maria decide di rispondere alla chiamata di Dio: « Vorrei guadagnare delle anime al Buon Dio », confiderà alla madre, Maria Béluze. Ma per due anni suo padre si oppone a questo progetto: c’è bisogno di braccia per mandare avanti il lavoro dei campi. Così è a 20 anni che Giovanni-Maria comincia a prepararsi al sacerdozio, presso l'abbé Balley, parroco d'Écully. Le difficoltà che incontra contribuiscono a farlo crescere: passa dallo scoraggiamento alla speranza, si reca in pellegrinaggio a la Louvesc, sulla tomba di san Francesco Régis. È anche obbligato a disertare quando gli giunge la chiamata alle armi, per combattere nella guerra di Spagna. E tuttavia l’abbé Balley non manca costantemente di sostenerlo in tutti quegli anni di prove. Ordinato prete nel 1815, viene inviato come vicario ad Écully.
Nel 1818 viene mandato ad Ars. Là risveglia la fede dei parrocchiani con la sua predicazione, ma soprattutto attraverso la preghiera e il suo stile di vita. Si sente povero di fronte alla missione da compiere, ma si lascia afferrare dalla misericordia di Dio. Restaura ed abbellisce la chiesa, fonda un orfanotrofio (“La Provvidenza”) e si prende cura dei più poveri.
Molto presto la sua fama di confessore attira da lui numerosi pellegrini che cercano il perdono di Dio e la pace del cuore.
Assalito da molte prove e combattimenti spirituali, conserva il suo cuore ben radicato nell’amore di Dio e dei fratelli. La sua unica preoccupazione è la salvezza delle anime. Le sue lezioni di catechismo e le sue omelie parlano soprattutto della bontà e della misericordia di Dio. Sacerdote che si consuma d’amore davanti al Santissimo Sacramento, si dona interamente a Dio, ai suoi parrocchiani e ai pellegrini.
Muore il 4 agosto 1859, dopo essersi votato fino in fondo all’Amore. La sua povertà era sincera e reale. Sapeva che un giorno sarebbe morto come “prigioniero del confessionale”.
Per tre volte aveva tentato di fuggire dalla sua parrocchia, ritenendosi indegno della missione di parroco e pensando di essere più un impedimento alla Bontà di Dio che uno strumento del suo Amore. L’ultima volta fu meno di sei anni prima della morte. Fu ripreso nel mezzo della notte dai suoi parrocchiani che avevano fatto suonare le campane a martello. Ritornò allora alla sua chiesa e riprese a confessare, fin dall’una del mattino. Dirà il giorno dopo: “sono stato un bambino”. Alle sue esequie c’erano più di mille persone e tra esse il vescovo e tutti i preti della diocesi, venuti ad onorare colui che consideravano già il loro modello.
Beatificato l’8 gennaio 1905, nello stesso anno viene dichiarato “patrono dei preti francesi”.
Canonizzato nel 1925 da Pio XI (lo stesso anno di Santa Teresina del Bambino Gesù), nel 1929 sarà proclamato “patrono di tutti i parroci del mondo”.
Il papa Giovanni Paolo II è andato ad Ars nel 1986.
Oggi Ars accoglie ogni anno 450.000 pellegrini e il Santuario propone diverse attività. Nel 1986 è stato aperto un seminario, che forma i futuri preti alla scuola di Giovanni-Maria Vianney. Perché là dove passano i santi, Dio passa assieme a loro!
Settimana di Preghiera per l'unità dei cristiani

Dal 18 al 25 gennaio si celebra in tutto il mondo la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani che quest’anno ha per tema il versetto di Luca 24,48 “Voi sarete testimoni di tutto ciò”. E cosa è ciò di cui bisogna essere testimoni? Certamente della grazia del Signore Gesù che è il Salvatore e il centro di unità di tutti i fedeli cristiani, e da lui abbiamo ricevuto il compito di riportare a unità i suoi discepoli. Però il 2010 porta anche un’altra ricorrenza, da ricordare e rinnovare, ed è il centenario del movimento ecumenico. Infatti, si ricorda la Conferenza missionaria internazionale di Edimburgo, riconosciuta come l’inizio ufficiale del movimento ecumenico moderno.
A cento anni di distanza la tensione missionaria che riunì quei cristiani ci porta oggi a riflettere sul legame che c’è tra missione e comunione nella vita dei cristiani. E a unirci nella preghiera per essere autentici testimoni dell’unico Signore Gesù. Questa è una missione e un impegno per tutti.
La Diocesi di Milano esprime e consolida la sua storia ecumenica anche grazie al Consiglio delle Chiese cristiane di Milano, organismo di incontro e di iniziative ecumeniche cui partecipano 18 Chiese cristiane presenti sul territorio ambrosiano e che da un decennio si impegnano a dare una testimonianza comune di unità. Con il Consiglio la Diocesi ambrosiana ha firmato anche la Charta Oecumenica che traccia i passi salienti del percorso ecumenico.
In cento anni il cammino ecumenico ha segnato tappe importanti, dato vita a organismi importanti di studio e di approfondimento comune e costruito una mentalità nuova di confronto, di scambio, di collaborazione; non sono mancati i tempi di tensione, le occasioni di contrasto e di incomprensione, però non è stata intaccata e neppure indebolita la certezza che insieme si può collaborare e meglio essere discepoli e testimoni dell’unico Gesù Cristo.
Ogni Chiesa e ogni tradizione, cattolica, evangelica, ortodossa, porta la sua storia, le sue specificità e i suoi valori: è insieme che si può essere più credibili come cristiani.
A cento anni di distanza la tensione missionaria che riunì quei cristiani ci porta oggi a riflettere sul legame che c’è tra missione e comunione nella vita dei cristiani. E a unirci nella preghiera per essere autentici testimoni dell’unico Signore Gesù. Questa è una missione e un impegno per tutti.
La Diocesi di Milano esprime e consolida la sua storia ecumenica anche grazie al Consiglio delle Chiese cristiane di Milano, organismo di incontro e di iniziative ecumeniche cui partecipano 18 Chiese cristiane presenti sul territorio ambrosiano e che da un decennio si impegnano a dare una testimonianza comune di unità. Con il Consiglio la Diocesi ambrosiana ha firmato anche la Charta Oecumenica che traccia i passi salienti del percorso ecumenico.
In cento anni il cammino ecumenico ha segnato tappe importanti, dato vita a organismi importanti di studio e di approfondimento comune e costruito una mentalità nuova di confronto, di scambio, di collaborazione; non sono mancati i tempi di tensione, le occasioni di contrasto e di incomprensione, però non è stata intaccata e neppure indebolita la certezza che insieme si può collaborare e meglio essere discepoli e testimoni dell’unico Gesù Cristo.
Ogni Chiesa e ogni tradizione, cattolica, evangelica, ortodossa, porta la sua storia, le sue specificità e i suoi valori: è insieme che si può essere più credibili come cristiani.
Per gli incontri in Milano e nelle zone Pastorali
potete consultare il sito della Diocesi:
http://www.chiesadimilano.it/
Dall’ultima lettera di Taizé dalla Cina
Anche quest'anno, come tutti i fine dicembre da 30 anni, la comunità di Taizé ha convocato e radunato 50.000 giovani di tutto il mondo in una città europea, questa volta in Polonia. Ospiti nelle famiglie e nelle parrocchie hanno potuto condividere la preghiera, la testimonianza, l'impegno, il servizio... Dall'ultima lettera scritta dalla Cina, dopo la visita del priore di Taizé ai cristiani orientali, in un vero incontro ecumenico, vi riportiamo un brano.CONDIVIDERE CIÒ CHE ABBIAMO
Lasciare che la sete di Dio lavori dentro di noi non ci allontani dalle preoccupazioni del mondo che ci circonda.
Al contrario, questa sete ci spinge a fare l’impossibile affinché gli altri gioiscano dei beni della creazione e trovino una gioia di vivere. Fare una scelta fra i nostri desideri, accettare di non possedere tutto, ci porta a non accaparrarci di ricchezze solo per noi.
Sant’Ambrogio, già nel IV secolo, diceva: «Non è il tuo bene che distribuisci al povero, ma soltanto il suo che tu gli rendi.» Imparare a non avere tutto ci preserva dall’isolamento. Le comodità materiali sono spesso accompagnate da un ripiegamento su se stessi che conduce alla perdita di una comunicazione vera.
Basta davvero poco perché ciò non avvenga. Molte iniziative di condivisione sono alla nostra portata: sviluppare reti di assistenza reciproca; favorire un’economia solidale; accogliere gli immigrati; muoversi per capire dal di dentro culture e situazioni umane diverse; suscitare gemellaggi fra città, fra villaggi, fra parrocchie, per aiutare coloro che sono nel bisogno; utilizzare consapevolmente le nuove tecnologie per creare dei legami di sostegno… Sforziamoci per non lasciarci invadere da una visione pessimistica dell’avvenire, focalizzandoci sulle cattive notizie. La guerra non è un fatto ineluttabile.
Il rispetto degli altri è un bene inestimabile per preparare la pace. Le frontiere dei paesi più ricchi devono potersi aprire di più. Una più grande giustizia sulla terra è possibile. Non mancano le analisi e gli appelli che si prefiggono di promuovere la giustizia e la pace. Ciò che manca è la motivazione necessaria a perseverare al di là delle buone intenzioni. Il Vangelo ci chiama alla semplicità. Scegliere la semplicità apre il nostro cuore alla condivisione e alla gioia che viene da Dio.
lunedì 11 gennaio 2010
Pellegrinaggio Parrocchiale ad Ars
e Torino con visita ai luoghi
del Curato d’Ars e alla Sacra Sindone
dall’8 all’11 aprile 2010
Giovedì 8 aprile: TREZZANO SUL NAVIGLIO /ARS
Partenza del gruppo di buon mattino. Pranzo lungo strada. Nel pomeriggio arrivo ad Ars e visita ai luoghi del Santo Curato. Sistemazione in hotel. Cena e pernottamento.
Venerdì 9 aprile: ARS/LA SALETTE/GAP
Prima colazione e partenza per il Santuario de La Salette. Tempo a disposizione per le funzioni religiose e per la preghiera personale. Pranzo. Nel pomeriggio trasferimento a Gap per la sistemazione nelle camere riservate in hotel. Cena e pernottamento.
Sabato 10 aprile : GAP/TORINO
Dopo la colazione partenza per Torino e visita alla Sacra Sindone. Pranzo in ristorante. Visita guidata a piedi del centro storico della città e, al termine, trasferimento in hotel a circa 15 km da Torino (a pochi km dalla Sacra di S. Michele), sistemazione nelle camere e cena e pernottamento.
Domenica 11 aprile: TORINO/TREZZANO
Dopo la colazione trasferimento alla Sacra di S. Michele e visita guidata. Con prenotazione anticipata, possibilità di celebrare la S. Messa alle ore 12.00. Al termine ritorno in hotel per il pranzo e, di seguito, partenza per Trezzano.
Quota individuale di partecipazione € 390.00
Quota d’iscrizione obbligatoria € 30.00
Informazioni e prenotazioni in Parrocchia al più presto (tel.02/4451904)
del Curato d’Ars e alla Sacra Sindone
dall’8 all’11 aprile 2010

Giovedì 8 aprile: TREZZANO SUL NAVIGLIO /ARS
Partenza del gruppo di buon mattino. Pranzo lungo strada. Nel pomeriggio arrivo ad Ars e visita ai luoghi del Santo Curato. Sistemazione in hotel. Cena e pernottamento.
Venerdì 9 aprile: ARS/LA SALETTE/GAP
Prima colazione e partenza per il Santuario de La Salette. Tempo a disposizione per le funzioni religiose e per la preghiera personale. Pranzo. Nel pomeriggio trasferimento a Gap per la sistemazione nelle camere riservate in hotel. Cena e pernottamento.
Sabato 10 aprile : GAP/TORINO
Dopo la colazione partenza per Torino e visita alla Sacra Sindone. Pranzo in ristorante. Visita guidata a piedi del centro storico della città e, al termine, trasferimento in hotel a circa 15 km da Torino (a pochi km dalla Sacra di S. Michele), sistemazione nelle camere e cena e pernottamento.
Domenica 11 aprile: TORINO/TREZZANO
Dopo la colazione trasferimento alla Sacra di S. Michele e visita guidata. Con prenotazione anticipata, possibilità di celebrare la S. Messa alle ore 12.00. Al termine ritorno in hotel per il pranzo e, di seguito, partenza per Trezzano.
Quota individuale di partecipazione € 390.00
Quota d’iscrizione obbligatoria € 30.00
Informazioni e prenotazioni in Parrocchia al più presto (tel.02/4451904)
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