...Eccovi, un breve ragguaglio sull’andamento dei “lavori”, di cui ha bisogno la nostra parrocchia.
1. Cappella
Sono state acquistate 42 sedie. La spesa è stata interamente coperta dal contributo dei parrocchiani. A breve verranno preparate le targhette da apporre su ogni sedia.
E’ stata realizzata una pedana per la sede. L’altare verrà conservato l’esistente ristingendolo, però, in larghezza e tinteggiato esternamente color marmorino. I suddetti lavori sono stati offerti gratuitamente dalla Ditta ADAS di R. Ambrogi.
Per completare l’arredamento interno si dovrà provvedere alla sede e al leggio da realizzare in legno e con lo stesso stile delle sedie. Per la piccola abside, alle spalle della sede, si stanno chiedendo dei preventivi e bozze - con il dipinto di un’annunciazione - da valutare nella possibilità e tempi di realizzazione.
2. Nuovo Centro Parrocchiale
E’ stata presentata all’Uff. Amministrativo della Curia di Milano la relazione pastorale: il Vicario episcopale, Mons. Delpini, ci ha comunicato verbalmente il parere positivo acchè partano i lavori. Anche dal Comune ci hanno dato un parere positivo tranne che per la copertura parziale della “Roggia Barona” (lato via Mazzini).
Verrà dunque presentata tutta la documentazione necessaria per l’approvazione e l’avvio dei lavori: l’ala nuova dell’Oratorio e appartamento delle suore, campetto di calcetto e tensostruttura con campo polivalente e ristrutturazione del sottochiesa.
lunedì 26 gennaio 2009
giovedì 25 dicembre 2008
“Missione Natale”
Sembrava una missione impossibile, un compito maledettamente difficile da portare a termine…
Luca e Tiziana si erano incontrati nel pomeriggio del 24 di Dicembre e, seduti sul divano, non sapevano proprio che fare. Entrambi erano stati rimproverati dai nonni:
[Tiziana]: “Smettila di fare i capricci!…” - mi ha detto mia nonna - “Non è questo lo spirito del Natale!” Eppure stavo solo scrivendo una lettera a Babbo Natale con tante richieste di regali...
[Luca]: He sì, anch’io ne ho scritta una bella lunga a Babbo Natale e… per sicurezza anche alla Befana!”
[Tiziana]: …e poi cosa sarà mai lo spirito del Natale?
[Luca]: Sì, è vero! Anche i miei nonni si lamentavano: “non si vive più il Natale come una volta”!…ma cosa sarà mai lo “spirito del Natale”?
[Tiziana]: e come fare per vivere veramente il Natale?
[Luca]: Ascolta, mettiamoci alla ricerca; proviamo a chiedere a qualcuno... chissà se riusciremo a capirci qualcosa.
Innanzitutto Luca prova a ricercare su internet…
[Luca]: Ebbene, scriviamo “spirito del Natale”… niente! Accendo la tele: quasi quasi… ci sono! …no, aspetta: che dice?! “Vuoi fare il regalo perfetto?! …un natale magico? …con i fiocchi? …coca-cola? morbido - morbido?” Panettone, pandoro, capponi farciti, gnam gnam… profumi, play station, schermi piatti e giganti, telefonini e …uffa! ...basta! Credo che di spirito del Natale qui non ce ne sia proprio!
Tiziana chiede in giro…I suoi amici dicono che a scuola si parla di Natale, ci si augura “buone feste” …ma è la festa di chi? La festa di babbo natale? E chi e’? …la festa dei regali? …ma a me piacerebbe riceverli tutto l’anno! …la festa in cui si e’ tutti più buoni? ma forse sarà perché si mangia meglio? …e passata questa festa si ritorna a essere quelli di prima? ...cioè più cattivi? …e chi è solo? e chi sta male? e chi non ha abbastanza soldi? …niente Natale?!!
Ma insomma a questo punto interessa veramente anche a noi sapere cos’è veramente questo “spirito del Natale” che non c’e’ più! A chi chiedere? Continuiamo la ricerca!
[Luca]: Ho chiesto a mamma: lei mi ha detto che ai suoi tempi, a scuola si faceva il presepe. Ah, sì il presepe! Ci sono! La ricostruzione di una scena del Vangelo…
[Tiziana]: …sì, della nascita di Gesù! Luca: Già perché “Natale” significa “nascita” …e doveva pur essere la nascita di qualcuno!
[Tiziana]: OK, allora ci sono! “Presepe” “Nascita di Gesù” …papà mi ha letto proprio quella pagina del vangelo… ma lì non si parla di “magnate”, di “lettere per chiedere regali”, “di soldi spesi a palate” e… “coca cola”!
[Luca]: “in effetti Giuseppe e Maria non se la passavano proprio bene in quel tempo”… E anche Gesù, al freddo di una grotta…!”
[Tiziana]: …e se vogliamo trovare i regali dobbiamo attendere l’arrivo dei Re Magi!
[Luca]: Già ma, hai visto che regali? “oro, incenso e mirra”! Per un bambino appena nato non sono il massimo!“E lo spirito del Natale? - continuavano a chiedersi Luca e Tiziana passeggiando per le vie della città fra negozi ancora aperti per gli ultimi acquisti, in un turbinio di luci colorate e motivetti di carillon - Cos’è? …Chi ce lo spiega?”
In una viuzza secondaria intravedono una famiglia felice: non sono vestiti bene, anzi… eppure sono contenti: qualcuno li ha aiutati a trascorrere bene almeno questo Natale! Sì forse il segreto è …qualcosa che rende felici!
Dài, torniamo dai nonni, è fatta!
Sì, cari nipotini, lo spirito del Natale è la felicità che non danno le cose né i regali anche più costosi e preziosi! …è la felicità di essere buoni, perché Gesù ci ha dato la forza di essere buoni!…è la gioia di perdonare e sentirsi perdonati! …perché Gesù ci ha perdonati e ci dà il coraggio di perdonare!…di trovare qualcuno che altrimenti resterebbe solo! …perché Gesù non lascia nessuno da solo!…di aiutare chi è povero! …perché Gesù si è fatto povero per aiutare tutti noi… poveri!
…Natale è la festa dei “doni” …perché Gesù è il più grande regalo che Dio ci ha fatto!…e perché “donare” non significa solo regalare degli oggetti ma… “donare” significa amare gli altri.…“dedicare” tempo agli altri.…aiuto, attenzione, importanza!
Ebbene, cari bambini, cari genitori, cari giovani e adulti, vi auguriamo di “ritrovare” e vivere lo “spirito del Natale” con tanta felicità e gioia! Auguri!
Luca e Tiziana si erano incontrati nel pomeriggio del 24 di Dicembre e, seduti sul divano, non sapevano proprio che fare. Entrambi erano stati rimproverati dai nonni:
[Tiziana]: “Smettila di fare i capricci!…” - mi ha detto mia nonna - “Non è questo lo spirito del Natale!” Eppure stavo solo scrivendo una lettera a Babbo Natale con tante richieste di regali...
[Luca]: He sì, anch’io ne ho scritta una bella lunga a Babbo Natale e… per sicurezza anche alla Befana!”
[Tiziana]: …e poi cosa sarà mai lo spirito del Natale?
[Luca]: Sì, è vero! Anche i miei nonni si lamentavano: “non si vive più il Natale come una volta”!…ma cosa sarà mai lo “spirito del Natale”?
[Tiziana]: e come fare per vivere veramente il Natale?
[Luca]: Ascolta, mettiamoci alla ricerca; proviamo a chiedere a qualcuno... chissà se riusciremo a capirci qualcosa.
Innanzitutto Luca prova a ricercare su internet…
[Luca]: Ebbene, scriviamo “spirito del Natale”… niente! Accendo la tele: quasi quasi… ci sono! …no, aspetta: che dice?! “Vuoi fare il regalo perfetto?! …un natale magico? …con i fiocchi? …coca-cola? morbido - morbido?” Panettone, pandoro, capponi farciti, gnam gnam… profumi, play station, schermi piatti e giganti, telefonini e …uffa! ...basta! Credo che di spirito del Natale qui non ce ne sia proprio!
Tiziana chiede in giro…I suoi amici dicono che a scuola si parla di Natale, ci si augura “buone feste” …ma è la festa di chi? La festa di babbo natale? E chi e’? …la festa dei regali? …ma a me piacerebbe riceverli tutto l’anno! …la festa in cui si e’ tutti più buoni? ma forse sarà perché si mangia meglio? …e passata questa festa si ritorna a essere quelli di prima? ...cioè più cattivi? …e chi è solo? e chi sta male? e chi non ha abbastanza soldi? …niente Natale?!!
Ma insomma a questo punto interessa veramente anche a noi sapere cos’è veramente questo “spirito del Natale” che non c’e’ più! A chi chiedere? Continuiamo la ricerca!
[Luca]: Ho chiesto a mamma: lei mi ha detto che ai suoi tempi, a scuola si faceva il presepe. Ah, sì il presepe! Ci sono! La ricostruzione di una scena del Vangelo…
[Tiziana]: …sì, della nascita di Gesù! Luca: Già perché “Natale” significa “nascita” …e doveva pur essere la nascita di qualcuno!
[Tiziana]: OK, allora ci sono! “Presepe” “Nascita di Gesù” …papà mi ha letto proprio quella pagina del vangelo… ma lì non si parla di “magnate”, di “lettere per chiedere regali”, “di soldi spesi a palate” e… “coca cola”!
[Luca]: “in effetti Giuseppe e Maria non se la passavano proprio bene in quel tempo”… E anche Gesù, al freddo di una grotta…!”
[Tiziana]: …e se vogliamo trovare i regali dobbiamo attendere l’arrivo dei Re Magi!
[Luca]: Già ma, hai visto che regali? “oro, incenso e mirra”! Per un bambino appena nato non sono il massimo!“E lo spirito del Natale? - continuavano a chiedersi Luca e Tiziana passeggiando per le vie della città fra negozi ancora aperti per gli ultimi acquisti, in un turbinio di luci colorate e motivetti di carillon - Cos’è? …Chi ce lo spiega?”
In una viuzza secondaria intravedono una famiglia felice: non sono vestiti bene, anzi… eppure sono contenti: qualcuno li ha aiutati a trascorrere bene almeno questo Natale! Sì forse il segreto è …qualcosa che rende felici!
Dài, torniamo dai nonni, è fatta!
Sì, cari nipotini, lo spirito del Natale è la felicità che non danno le cose né i regali anche più costosi e preziosi! …è la felicità di essere buoni, perché Gesù ci ha dato la forza di essere buoni!…è la gioia di perdonare e sentirsi perdonati! …perché Gesù ci ha perdonati e ci dà il coraggio di perdonare!…di trovare qualcuno che altrimenti resterebbe solo! …perché Gesù non lascia nessuno da solo!…di aiutare chi è povero! …perché Gesù si è fatto povero per aiutare tutti noi… poveri!
…Natale è la festa dei “doni” …perché Gesù è il più grande regalo che Dio ci ha fatto!…e perché “donare” non significa solo regalare degli oggetti ma… “donare” significa amare gli altri.…“dedicare” tempo agli altri.…aiuto, attenzione, importanza!
Ebbene, cari bambini, cari genitori, cari giovani e adulti, vi auguriamo di “ritrovare” e vivere lo “spirito del Natale” con tanta felicità e gioia! Auguri!
domenica 21 dicembre 2008
Ma è il Natale di chi?
In questi giorni tutto ci annuncia che il Natale è prossimo, le vetrine si impreziosiscono, le strade sono tutte uno sfavillio di luci, la televisione si riempie di pubblicità natalizia…
L’opinione
Ma è il Natale di chi?
Insomma, tutto ci ricorda che fra poco sarà Natale e questo, anche per merito della tredicesima, ci rende un po’ euforici; ci sentiamo più buoni e nasce in noi il desiderio di far felice chi ci è caro. Tutto questo è lodevole e non può che farci piacere; ma una domanda è d’obbligo: cosa significa Natale? Tutti sanno che la parola è sinonimo di nascita. Ma, come recita il titolo: nascita di chi? Per quanto possa sembrare strano se usciamo dal nostro ambiente quasi nessuno ci pensa, ci sono bambini che semplicemente non lo sanno: nessuno gliel’ha detto, né in famiglia né a scuola.
Già, la scuola! Chi, come me, ha qualche anno ricorderà di certo come la maestra e l’insegnante di religione ci raccontassero cosa avvenne laggiù in quel lontano giorno; spesso in classe si allestiva il presepio e si parlava della vita di Gesù. Tutto contribuiva a farci vivere un periodo di intensa emozione, anche, naturalmente, per l’attesa dei doni. Ma ora non più. In alcune scuole ai bambini non si parla nemmeno di Natale bensì della festa di inizio inverno. Addirittura, ci ricorda P. Francesco, il mese scorso l'università di Oxford ha proposto di chiamare la festa "Luce d'inverno". Nessuno si azzardi poi a pronunciare il nome di Gesù: potrebbe turbare il piccolo Alì. E per metterlo a suo agio c’è pure chi propone di togliere il crocifisso dalla parete... Questa è la lezione della scuola. Quella della famiglia invece è, in molti casi, la totale indifferenza. Nessuna meraviglia dunque se il Natale assomiglia sempre più a una ricorrenza pagana. Per le strade cittadine osserviamo centinaia di Babbinatali penzolanti dai davanzali; assistiamo allo sperpero di milioni di kilowattora in luminarie; le vetrine, la televisione, i supermercati, in un’orgia di allettanti tentazioni, fanno a gara per suggerire come spendere la tredicesima e la festa è intesa solo come una grande abbuffata. Nella coscienza collettiva, ormai, il vero significato è rimosso.
A questo punto il pensiero mi corre a un libro scritto da Rosa Alberoni “La cacciata di Cristo” pubblicato qualche tempo fa. Il titolo è provocatorio tanto che pensavo, quando uscì, che avrebbe richiamato l’attenzione e fatto discutere, purtroppo invece è passato quasi inosservato. Ed è un peccato, l’Autrice fa la storia dei ricorrenti tentativi negli ultimi tre secoli di scristianizzare la nostra civiltà; ripercorre le varie correnti di pensiero, a partire dal XVIII secolo, per arrivare alle grandi ideologie materialistiche del secolo appena trascorso. È un libro di facile lettura che spiega tante cose e ci fa capire come oggi il pericolo maggiore non sia tanto una dichiarata ostilità alla religione, ma piuttosto, in nome del laicismo, di volerla estromettere dalla società, negandole anche il merito di aver posto le radici di questa civiltà che qualcuno sembra tanto ansioso di seppellire.
Claudio Gallotti
L’opinione
Ma è il Natale di chi?
Insomma, tutto ci ricorda che fra poco sarà Natale e questo, anche per merito della tredicesima, ci rende un po’ euforici; ci sentiamo più buoni e nasce in noi il desiderio di far felice chi ci è caro. Tutto questo è lodevole e non può che farci piacere; ma una domanda è d’obbligo: cosa significa Natale? Tutti sanno che la parola è sinonimo di nascita. Ma, come recita il titolo: nascita di chi? Per quanto possa sembrare strano se usciamo dal nostro ambiente quasi nessuno ci pensa, ci sono bambini che semplicemente non lo sanno: nessuno gliel’ha detto, né in famiglia né a scuola.
Già, la scuola! Chi, come me, ha qualche anno ricorderà di certo come la maestra e l’insegnante di religione ci raccontassero cosa avvenne laggiù in quel lontano giorno; spesso in classe si allestiva il presepio e si parlava della vita di Gesù. Tutto contribuiva a farci vivere un periodo di intensa emozione, anche, naturalmente, per l’attesa dei doni. Ma ora non più. In alcune scuole ai bambini non si parla nemmeno di Natale bensì della festa di inizio inverno. Addirittura, ci ricorda P. Francesco, il mese scorso l'università di Oxford ha proposto di chiamare la festa "Luce d'inverno". Nessuno si azzardi poi a pronunciare il nome di Gesù: potrebbe turbare il piccolo Alì. E per metterlo a suo agio c’è pure chi propone di togliere il crocifisso dalla parete... Questa è la lezione della scuola. Quella della famiglia invece è, in molti casi, la totale indifferenza. Nessuna meraviglia dunque se il Natale assomiglia sempre più a una ricorrenza pagana. Per le strade cittadine osserviamo centinaia di Babbinatali penzolanti dai davanzali; assistiamo allo sperpero di milioni di kilowattora in luminarie; le vetrine, la televisione, i supermercati, in un’orgia di allettanti tentazioni, fanno a gara per suggerire come spendere la tredicesima e la festa è intesa solo come una grande abbuffata. Nella coscienza collettiva, ormai, il vero significato è rimosso.
A questo punto il pensiero mi corre a un libro scritto da Rosa Alberoni “La cacciata di Cristo” pubblicato qualche tempo fa. Il titolo è provocatorio tanto che pensavo, quando uscì, che avrebbe richiamato l’attenzione e fatto discutere, purtroppo invece è passato quasi inosservato. Ed è un peccato, l’Autrice fa la storia dei ricorrenti tentativi negli ultimi tre secoli di scristianizzare la nostra civiltà; ripercorre le varie correnti di pensiero, a partire dal XVIII secolo, per arrivare alle grandi ideologie materialistiche del secolo appena trascorso. È un libro di facile lettura che spiega tante cose e ci fa capire come oggi il pericolo maggiore non sia tanto una dichiarata ostilità alla religione, ma piuttosto, in nome del laicismo, di volerla estromettere dalla società, negandole anche il merito di aver posto le radici di questa civiltà che qualcuno sembra tanto ansioso di seppellire.
Claudio Gallotti
Per sopravvivere in tempo di crisi...
Dieci consigli solidali per sopravvivere in tempo di crisi...
1) Semplifica i tuoi bisogni: non è più felice chi ha di più ma chi può fare a meno di più cose.
2) Non aspettare che ti offrano lavoro: organizzati con altre persone per offrire quello che sai meglio fare. Insieme è più facile.
3) Condividi i tuoi problemi, perchè insieme si possono trovare delle soluzioni. Non ti isolare, non ti vergognare di chiedere aiuto.
4) Metti le tue risorse (tempo, soldi, competenze, beni, esperienze, idee...) al servizio della collettività: le vedrai moltiplicarsi. E poi la solidarietà è contagiosa!
5) Ricicla, riutilizza, vestiti, carta, libri... L "usare e gettare" è caro per tutti, anche se non sembra.
6) Non rinunciare a fare regali, ma sviluppa le tue capacità e l'immaginazione: dipingi, scrivi, modella, pianta, cucina, crea...
7) Non rinunciare alla festa: se non puoi pagare la discoteca potrai sempre suonare e cantare in compagnia; Condividere un pic nic è meraviglioso; i parchi, le montagne sono gratis!
8) Utilizza la bicicletta, condividi l'automobile, usa i mezzi pubblici. Ne guadagneremo tutti!
9) Utilizza le biblioteche, scambia libri, riviste, dischi… non rinunciare a crescere!
10) E ricorda che la "crisi" in Europa non è niente paragonata con i secoli di crisi che soffrono tanti uomini e donne nel sud del mondo. Forse questo pensiero ti aiuterà a non lamentarti troppo!
Mercedes
1) Semplifica i tuoi bisogni: non è più felice chi ha di più ma chi può fare a meno di più cose.
2) Non aspettare che ti offrano lavoro: organizzati con altre persone per offrire quello che sai meglio fare. Insieme è più facile.
3) Condividi i tuoi problemi, perchè insieme si possono trovare delle soluzioni. Non ti isolare, non ti vergognare di chiedere aiuto.
4) Metti le tue risorse (tempo, soldi, competenze, beni, esperienze, idee...) al servizio della collettività: le vedrai moltiplicarsi. E poi la solidarietà è contagiosa!
5) Ricicla, riutilizza, vestiti, carta, libri... L "usare e gettare" è caro per tutti, anche se non sembra.
6) Non rinunciare a fare regali, ma sviluppa le tue capacità e l'immaginazione: dipingi, scrivi, modella, pianta, cucina, crea...
7) Non rinunciare alla festa: se non puoi pagare la discoteca potrai sempre suonare e cantare in compagnia; Condividere un pic nic è meraviglioso; i parchi, le montagne sono gratis!
8) Utilizza la bicicletta, condividi l'automobile, usa i mezzi pubblici. Ne guadagneremo tutti!
9) Utilizza le biblioteche, scambia libri, riviste, dischi… non rinunciare a crescere!
10) E ricorda che la "crisi" in Europa non è niente paragonata con i secoli di crisi che soffrono tanti uomini e donne nel sud del mondo. Forse questo pensiero ti aiuterà a non lamentarti troppo!
Mercedes
domenica 9 novembre 2008
Benedizioni Natalizie 2008
«La sera di quello stesso giorno, il primo dopo il sabato, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, si fermò in mezzo a loro e disse: “Pace a voi!”. Detto questo, mostrò loro le mani e il costato. E i discepoli gioirono al vedere il Signore» (Vangelo di Giovanni 19, 19-20)
Carissimi,
pace a voi!
Il saluto di Gesù risorto agli apostoli nel cenacolo, voglia introdurre, quest’anno, la benedizione della vostra famiglia.
La "presenza" di Gesù è apportatrice di pace, così come la sua "assenza" crea disagio, scontento e l'insabbiarsi nell'incredulità che è l'opposto di uno stato di pacificazione del cuore e della vita. La pace di Gesù è la nuova vita che Egli ci ha ottenuto con la sua morte e resurrezione, una vita segnata da un ben-ESSERE intimo e profondo tale da essere annunciato, comunicato e portato agli altri. Se Lui, il Signore, è stato mandato dal Padre a portare "pace agli uomini" amati da Dio, Egli stesso poi manda i discepoli (dunque anche noi!) a recare la lieta notizia che è pace.
Siamo giunti alla terza tappa del programma pastorale proposto dal nostro Cardinale: l’icona biblica è quella di Gesù seminatore. Se ogni cristiano dev’essere il “buon terreno” in cui cade, si sviluppa e porta frutti il “seme” della Parola di Dio, in particolare e soprattutto la famiglia può e dev’essere questo “buon terreno”. La nostra Parrocchia farà il possibile per sostenere ed incoraggiare ogni famiglia a realizzare questa sua vocazione e missione.
Insieme a questa “traccia pastorale” abbiamo in cantiere altri progetti da realizzare, in primis quello del “nuovo centro parrocchiale”. Sì, ne parliamo e riparliamo, ma di passi concreti - grazie al Cielo! - se ne stanno facendo: la Diocesi sta per approvare il progetto definitivo e speriamo che, proprio in questo periodo o entro la fine dell’anno, sia possibile darne la “buona notizia”! Inoltre, continuano ad essere proposte iniziative atte a sensibilizzare e a sostenere la realizzazione di queste nuove strutture (ed anche le offerte raccolte durante la benedizione delle case avranno questa finalità): solo però con l’apporto, la responsabilità e generosità di tutti questo sforzo potrà giungere a buon fine!
Ogni anno pastorale che inizia porta con sé le attese e le speranze di una Comunità, della Chiesa stessa e dell’intero nostro Paese. Sia difficile o gioioso il nostro cammino abbiamo una certezza: il Signore cammina con noi e non ci lascia soli soprattutto nelle difficoltà. È questa la spiritualità, il “cuore” del Natale: l’Emmanuele, il Dio-con-noi, è proprio lui, Gesù che nasce uomo per condividere la nostra vita, le nostre speranze e difficoltà ma soprattutto per mostrarci quanto Dio ci ama!
Il Signore vi benedica e… auguri di cuore a tutti!
Con amicizia, P. Francesco
…insieme ai Padri, P. Biagio, P. Antonio e Fr. Fabrizio
e alla Suore, Sr. Enrica, Sr. Paola e Sr. Anna
Carissimi,
pace a voi!
Il saluto di Gesù risorto agli apostoli nel cenacolo, voglia introdurre, quest’anno, la benedizione della vostra famiglia.
La "presenza" di Gesù è apportatrice di pace, così come la sua "assenza" crea disagio, scontento e l'insabbiarsi nell'incredulità che è l'opposto di uno stato di pacificazione del cuore e della vita. La pace di Gesù è la nuova vita che Egli ci ha ottenuto con la sua morte e resurrezione, una vita segnata da un ben-ESSERE intimo e profondo tale da essere annunciato, comunicato e portato agli altri. Se Lui, il Signore, è stato mandato dal Padre a portare "pace agli uomini" amati da Dio, Egli stesso poi manda i discepoli (dunque anche noi!) a recare la lieta notizia che è pace.
Siamo giunti alla terza tappa del programma pastorale proposto dal nostro Cardinale: l’icona biblica è quella di Gesù seminatore. Se ogni cristiano dev’essere il “buon terreno” in cui cade, si sviluppa e porta frutti il “seme” della Parola di Dio, in particolare e soprattutto la famiglia può e dev’essere questo “buon terreno”. La nostra Parrocchia farà il possibile per sostenere ed incoraggiare ogni famiglia a realizzare questa sua vocazione e missione.
Insieme a questa “traccia pastorale” abbiamo in cantiere altri progetti da realizzare, in primis quello del “nuovo centro parrocchiale”. Sì, ne parliamo e riparliamo, ma di passi concreti - grazie al Cielo! - se ne stanno facendo: la Diocesi sta per approvare il progetto definitivo e speriamo che, proprio in questo periodo o entro la fine dell’anno, sia possibile darne la “buona notizia”! Inoltre, continuano ad essere proposte iniziative atte a sensibilizzare e a sostenere la realizzazione di queste nuove strutture (ed anche le offerte raccolte durante la benedizione delle case avranno questa finalità): solo però con l’apporto, la responsabilità e generosità di tutti questo sforzo potrà giungere a buon fine!
Ogni anno pastorale che inizia porta con sé le attese e le speranze di una Comunità, della Chiesa stessa e dell’intero nostro Paese. Sia difficile o gioioso il nostro cammino abbiamo una certezza: il Signore cammina con noi e non ci lascia soli soprattutto nelle difficoltà. È questa la spiritualità, il “cuore” del Natale: l’Emmanuele, il Dio-con-noi, è proprio lui, Gesù che nasce uomo per condividere la nostra vita, le nostre speranze e difficoltà ma soprattutto per mostrarci quanto Dio ci ama!
Il Signore vi benedica e… auguri di cuore a tutti!
Con amicizia, P. Francesco
…insieme ai Padri, P. Biagio, P. Antonio e Fr. Fabrizio
e alla Suore, Sr. Enrica, Sr. Paola e Sr. Anna
sabato 18 ottobre 2008
Un nuovo cammino ...per “diventare” cristiani
Preparazione dei genitori al Battesimo dei propri figli
Una nuova e più approfondita preparazione verrà offerta, da quest'anno in poi, ai genitori che vorranno battezzare i propri bambini. È un itinerario che non prevedrà la semplice preparazione alla cerimonia ma che offrirà a genitori e padrini dei contenuti catechetici sul battesimo e sul significato dell’essere cristiani oggi. Inoltre costituirà l’inizio di un cammino di approfondimento della fede che i genitori compiranno con i propri figli fino ad accompagnarli all’età della catechesi d’iniziazione cristiana (comunione, confessione e cresima). In pratica il cammino di preparazione e accompagnamento - guidato dai Padri, suore e sette coppie di laici della nostra parrocchia - prevede un colloquio personale col Parroco per una prima conoscenza e la definizione della data del Battesimo, un secondo incontro, l’ultima domenica del mese precedente a quello del battesimo, dopo la messa delle ore 10:00, in cui i genitori e i padrini incontreranno il Padre che amministrerà il battesimo e i catechisti battesimali. Durante quest’incontro verrà approfondito il tema del cammino sacramentale cioè: cosa significa chiedere il battesimo per il proprio figlio? In un terzo incontro tra i genitori e i catechisti battesimali, che avverrà preferibilmente in casa verrà offerta una catechesi sul battesimo e sui i riti e i segni della celebrazione.
Tutto questo per valorizzare la presenza e la partecipazione attiva dei genitori nella celebrazione del battesimo e nella prima catechesi che i genitori stessi offriranno ai propri bambini …”camminando” insieme ad essi.
Una nuova e più approfondita preparazione verrà offerta, da quest'anno in poi, ai genitori che vorranno battezzare i propri bambini. È un itinerario che non prevedrà la semplice preparazione alla cerimonia ma che offrirà a genitori e padrini dei contenuti catechetici sul battesimo e sul significato dell’essere cristiani oggi. Inoltre costituirà l’inizio di un cammino di approfondimento della fede che i genitori compiranno con i propri figli fino ad accompagnarli all’età della catechesi d’iniziazione cristiana (comunione, confessione e cresima). In pratica il cammino di preparazione e accompagnamento - guidato dai Padri, suore e sette coppie di laici della nostra parrocchia - prevede un colloquio personale col Parroco per una prima conoscenza e la definizione della data del Battesimo, un secondo incontro, l’ultima domenica del mese precedente a quello del battesimo, dopo la messa delle ore 10:00, in cui i genitori e i padrini incontreranno il Padre che amministrerà il battesimo e i catechisti battesimali. Durante quest’incontro verrà approfondito il tema del cammino sacramentale cioè: cosa significa chiedere il battesimo per il proprio figlio? In un terzo incontro tra i genitori e i catechisti battesimali, che avverrà preferibilmente in casa verrà offerta una catechesi sul battesimo e sui i riti e i segni della celebrazione.
Tutto questo per valorizzare la presenza e la partecipazione attiva dei genitori nella celebrazione del battesimo e nella prima catechesi che i genitori stessi offriranno ai propri bambini …”camminando” insieme ad essi.
Ritrovare il cuore…
“Ritrovare il cuore…” è un’espressione affascinante ed evocativa di tanti significati e situazioni. Riferita ad una Parrocchia, ad una Comunità come la nostra cosa potrà mai richiamare? Innanzitutto un cammino, una ricerca continua e appassionata del “cuore”, cioè della cosa più importante che come singoli cristiani e come comunità siamo chiamati a cercare e realizzare: essere testimoni e annunciatori dell’amore che Gesù crocifisso e risorto per noi ci ha dimostrato. L’annuncio del Vangelo dunque dev’essere il nostro “cuore”… perché senza cuore non potremmo vivere! Potremmo fare tante cose, offrire servizi, organizzare eventi e incontri, …a limite anche amministrare i sacramenti ma senza “evangelizzarci” e “evangelizzare” potremmo sembrare un corpo anche bello ed efficiente ma…senza cuore! «Guai a me se non evangelizzassi!» dice San Paolo nella sua prima lettera ai cristiani di Corinto (9,16). E ancora, nella lettera indirizzata ai cristiani di Roma, l’apostolo dice di sé - ma dovrebbe valere per ogni cristiano - : «Io non arrossisco, …non mi vergogno, del Vangelo, che è la virtù di Dio per la salvezza di tutti i credenti» (1,16). La parrocchia è la Chiesa che vive tra le case degli uomini, il fulcro dell'azione pastorale, il luogo concreto in cui la gente incontra Cristo. Che possa godere di discreta salute o mostrare segni di crisi, una cosa è sempre necessaria: il ripensarla attraverso il coinvolgimento di tutti, intendendo per tutti anche coloro che la frequentano marginalmente. E per far questo dobbiamo anzitutto avere la consapevolezza di essere una comunità evangelizzata ed evangelizzante. In che modo? Innanzitutto ritenendo che come cristiani abbiamo il dovere di “formarci” ...fin da piccoli! Ecco perché insistiamo nel percorrere “percorsi” di catechesi di preparazione al battesimo, di iniziazione cristiana dei bambini e ragazzi, di catechesi e studio della Bibbia per gli adulti, ecc… Solo se ci evangelizziamo saremo in grado di rinnovare noi stessi e la nostra comunità e nello stesso tempo saremo pronti all’“annuncio”, a mostrare il volto di una comunità missionaria, aperta al dialogo con gli uomini di oggi, gioiosamente pronta a testimoniare con le parole e i fatti cosa significa essere oggi cristiani.
Tutto questo, infine, è proprio ciò che chiede alle famiglie della Diocesi il nostro Cardinale nella terza tappa del percorso pastorale: “Famiglia diventa anima del mondo”! Le famiglie della nostra parrocchia diventino veramente la “buona terra” che accoglie e fa fruttificare il seme della Parola e nello stesso tempo “buon seme” seminato nei solchi del nostro mondo che lo fecondi e lo rinnovi.
Il nostro santo patrono, San Lorenzo, benedica questi propositi e ci protegga nel cammino!
Tutto questo, infine, è proprio ciò che chiede alle famiglie della Diocesi il nostro Cardinale nella terza tappa del percorso pastorale: “Famiglia diventa anima del mondo”! Le famiglie della nostra parrocchia diventino veramente la “buona terra” che accoglie e fa fruttificare il seme della Parola e nello stesso tempo “buon seme” seminato nei solchi del nostro mondo che lo fecondi e lo rinnovi.
Il nostro santo patrono, San Lorenzo, benedica questi propositi e ci protegga nel cammino!
P. Francesco
Festa di San Lorenzo 2008
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