martedì 1 giugno 2010

Non c’è Chiesa senza la Vergine Maria

Carissimi fedeli ed amici,

Questa Domenica della SS. ma Trinità chiude il mese di Maggio dedicato alla Vergine Maria. Invece Lunedì 31 maggio, ore 21,00 ci sarà la conclusione del mese mariano con la recita del S. Rosario e la “offerta dei Cuori” sul sagrato della nostra Chiesa. Non vi nascondo di provare un tantino di tristezza, al termine di questo mese, sia perché è ritenuto il più bel mese dell’anno, ma anche perché conservo nella mia memoria alcuni avvenimenti importanti della vita che mi legano a questo mese: la Nascita e il Battesimo, la Prima Comunione e la Cresima. E ancora, da quando sono qui con voi a S. Lorenzo, si è aggiunta un’altra data, quella del 1° maggio, giorno della mia nomina a parroco.
Adesso, per parlare ancora della Madonna, mi piace riportare un passaggio della catechesi di Papa Benedetto XVI, tenuta mercoledì scorso all’Udienza generale in occasione della Solennità della Pentecoste e dei primi passi della Chiesa nascente, festa che ricorre nel mese dedicato a Maria.
Diceva testualmente: “Non c’è dunque Chiesa senza Pentecoste. E vorrei aggiungere: non c’è Pentecoste senza la Vergine Maria. Così è stato all’inizio, nel Cenacolo, dove i discepoli - erano perseveranti e concordi nella preghiera, insieme ad alcune donne e a Maria, la Madre di Gesù, e ai fratelli di lui" – come ci riferisce il libro degli Atti degli Apostoli (1,14).
Il Papa, di recente pellegrino da Fatima, ha così proseguito: “E così è sempre, in ogni luogo e in ogni tempo. Ne sono stato testimone anche pochi giorni fa, a Fatima. Che cosa ha vissuto, infatti, quell’immensa moltitudine, nella spianata del Santuario, dove tutti eravamo un cuore solo e un’anima sola, se non una rinnovata Pentecoste? In mezzo a noi c’era Maria, la Madre di Gesù. E’ questa l’esperienza tipica dei grandi Santuari mariani - Lourdes, Guadalupe, Pompei, Loreto - o anche di quelli più piccoli: dovunque i cristiani si radunano in preghiera con Maria, il Signore dona il suo Spirito”.
Ha concluso la sua catechesi esortando tutti ad essere spiritualmente uniti alla Madre di Cristo e della Chiesa, invocando con fede una rinnovata effusione del divino Paraclito. Testualmente: “La invochiamo per tutta la Chiesa, in particolare, in quest’Anno Sacerdotale, per tutti i ministri del Vangelo, affinché il messaggio della salvezza sia annunciato ad ogni creatura”.

Con affetto vi saluto.

Padre Renato

martedì 25 maggio 2010

Vita cristiana e Pentecoste

Carissimi,
la Pentecoste non si riduce ad un evento legato alla storia del passato e narrato da Luca nel libro degli Atti degli Apostoli”. Essa segna l’inizio dell’azione di Dio, che, mediante lo Spirito Santo, è penetrato, continua ad essere presente nella storia dell’umanità e nella nostra umile esistenza personale. Con la Pentecoste Dio ha dato compimento al progetto di salvezza che ha avuto inizio con l’incarnazione del Verbo, ossia del Figlio di Dio fattosi uomo.
Nella professione di fede noi ripetiamo: “Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita, e procede dal Padre e dal Figlio”. Con la stessa energia divina gli ha dato potenza di risurrezione. Ebbene, questo Spirito di vita abita anche in noi, anima la nostra povertà di creature mortali e garantisce pure a noi vita e risurrezione. “Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a Lui e prenderemo dimora presso di Lui”. Purtroppo, manca spesso alla nostra fede la piena consapevolezza di questa dimensione del nostro vivere in comunione con Dio. Viviamo la fede con una religiosità priva della gioia di essere amati da Dio come figli; una religiosità priva della vera speranza e disancorata dal progetto di salvezza a cui Dio vuole dare compimento anche in ciascuno di noi.
La Pentecoste ci risvegli, dunque, come scosse l’intera Gerusalemme con il forte vento, che richiamò l’attenzione degli abitanti della città e di quelli che si trovavano a Gerusalemme venuti da ogni parte del mondo. Come non sentirsi santamente orgogliosi leggendo: “Voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, avete ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi per mezzo del quale gridiamo: Abbà, Padre!”.
Ogni volta che riascolto queste parole di S. Paolo, mi torna alla mente quello che Dante scrisse nel XXVI canto dell'inferno della Divina Commedia, la frase che Ulisse rivolge ai compagni con i quali s'imbarca "Fatti non foste per viver come bruti,ma per seguir virtute e canoscenza", definito il folle volo, un’esortazione tutta tesa a sminuire il senso del pericolo agli occhi dei suoi rematori.
Nell'immaginario dell'uomo moderno la figura di Ulisse e' il simbolo della ricerca del sapere, di colui che instancabilmente cerca nuove strade e sposta in continuazione i traguardi di quel suo inarrestabile e metaforico viaggio verso cio' che e' ancora sconosciuto.
Noi, invece, siamo destinatari di un messaggio di gran lunga superiore al “seguir virtute e conoscenze”, quello di fare la stessa esperienza della Vita di Dio in noi.
Vi saluto con affetto.
Padre Renato

martedì 18 maggio 2010

Il Papa a Fatima

Sul luogo delle apparizioni chiamato "Cova da Iria", fu costruito il Santuario composto da un "Recinto di preghiera" e da una vasta Spianata sulla quale si affacciano vari edifici. All'estremità nord sorge la Basilica e sulla sinistra si trova la "Capelinha", la Cappellina delle Apparizioni, costruita nel 1919.

Il Santo Padre ha letto una preghiera davanti alla statua della Vergine nella Cappellina delle Apparizioni, ed ha ricordato che il Venerabile Giovanni Paolo II compì una visita a Maria Vergine di Fatima in tre occasioni, e Le rese grazie "per quella 'mano invisibile' che lo ha liberato dalla morte nell'attentato del tredici maggio del 1981".
"Ringrazio, Madre diletta, le preghiere e i sacrifici che i Pastorelli di Fatima facevano per il Papa, condotti dai sentimenti che tu hai ispirato loro nelle apparizioni. Ringrazio anche tutti coloro che, ogni giorno, pregano per il Successore di Pietro e per le sue intenzioni affinché il Papa sia forte nella fede, audace nella speranza e zelante nell'amore".
Il Santo Padre ha offerto la Rosa d'Oro "che ho portato da Roma, come omaggio di gratitudine del Papa per le meraviglie che l'Onnipotente ha compiuto per mezzo di Te nei cuori di tanti che vengono pellegrini a questa tua casa materna".
°*°*°*°*
Altre informazioni sul viaggio Apostolico in Portogallo nel 10° Anniversario della beatificazione di Giacinta e Francesco, pastorelli di Fatima, potete trovarle sul sito della Santa Sede:
www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/travels/2010/index_portogallo_it.htm

La missione dei sacerdoti e il nuovo Confessionile

Carissimi fedeli ed amici,
l’anno sacerdotale che stiamo celebrando, in occasione del 150° anniversario dalla morte del Santo Curato d’Ars, patrono di tutti i sacerdoti in cura d’anime, si concluderà a Roma con un grande raduno alla presenza del S. Padre, venerdì 11 giugno, Festa del S. Cuore di Gesù.
All'Udienza generale di mercoledì 5 maggio u. s., Benedetto XVI ha parlato in piazza san Pietro, gremita da almeno 30 mila fedeli, sulla missione di santificare dei sacerdoti. Ha spiegato che: “la missione dei sacerdoti è quella di mettere gli uomini in contatto con Dio attraverso i sacramenti, di cui non sono padroni, ma custodi e amministratori”.
Dopo aver ricordato la sua recente visita alla Sacra Sindone di Torino, il Papa ha ricordato che il servizio sacerdotale di santificazione si “realizza nell’annuncio della Parola di Dio” e “in modo particolarmente intenso con i Sacramenti”.
Da qui la necessità che “ogni sacerdote ricordi che nella sua missione l'annuncio missionario e il culto non sono mai separati”; inoltre occorre “promuovere una catechesi adeguata per aiutare i fedeli a comprendere il valore dei Sacramenti, ma è altrettanto necessario, sull’esempio del Santo Curato d’Ars, essere disponibili, generosi e attenti nel donare ai fratelli i tesori di grazia che Dio ha posto nelle nostre mani”.
Infatti, ha aggiunto che non siamo noi uomini a fare qualcosa, ma Dio in anticipo ci viene incontro con il suo agire e “crea questo contatto, che ci trasforma man mano in vere immagini” di sé. Pertanto il prete deve avere coscienza “di essere strumento necessario all'agire salvifico di Dio, ma pur sempre strumento”. Il Santo Padre ha quindi incoraggiato i sacerdoti a dedicarsi maggiormente al Sacramento della Riconciliazione perché “il fedele possa trovare misericordia, consiglio e conforto”, sentendosi amato da Dio e sperimentando la presenza della Misericordia Divina.
Miei cari, molto opportunamente abbiamo voluto riportare questo passaggio sulla catechesi penitenziale dell’Udienza del Papa, visto che a giorni, nella nostra Chiesa parrocchiale, sarà installato un nuovo Confessionale, a due cellette, comodo e adatto per il confessore ed il penitente, augurando a tutti i fedeli di accedere con più frequenza ed efficacia.
Infine, rivolgendosi ai fedeli, ha concluso: “Siate consapevoli del grande dono che i sacerdoti sono per la Chiesa e per il mondo; attraverso il loro ministero, il Signore continua a salvare gli uomini, a rendersi presente, a santificare. Sappiate ringraziare Dio, e soprattutto siate vicini ai vostri sacerdoti con la preghiera e con il sostegno, specialmente nelle difficoltà, affinché siano sempre più Pastori secondo il cuore di Dio”.
Vi saluto con affetto.
Padre Renato

lunedì 10 maggio 2010

Il Papa e la Sindone


Domenica 2 maggio Benedetto XVI si è recato in visita pastorale a Torino in occasione della Ostensione della Sacra Sindone. Quattro i momenti salienti della visita: la celebrazione eucaristica in piazza San Carlo, l’incontro con i giovani, nella stessa piazza, la venerazione della Sindone nel Duomo e l’incontro con gli ammalati nella chiesa della Piccola Casa della Divina Provvidenza-Cottolengo di Torino.
La Sindone è «l’Icona del Sabato Santo», che «è il giorno del nascondimento di Dio». Lo ha evidenziato il Pontefice, nella sua meditazione in occasione della venerazione della Santa Sindone. La Sindone, allora, «ci parla esattamente di quel momento, sta a testimoniare precisamente quell’intervallo unico e irripetibile nella storia dell’umanità e dell’universo, in cui Dio, in Gesù Cristo, ha condiviso non solo il nostro morire, ma anche il nostro rimanere nella morte. La solidarietà più radicale».

Tempo di Prime Comunioni

Carissimi fedeli, parenti ed amici,
Anche in questa seconda Domenica di Maggio, altri due gruppi complessivamente di oltre quaranta bambini e bambine, si accostano per la prima volta alla Mensa Eucaristica durante le SS. Messe delle ore 10 e delle 11,30, per incontrare il loro grande amico Gesù. Oggi, noi tutti come Assemblea Eucaristica li salutiamo con gioia e li accogliamo a questa Festa di Prima Comunione, insieme ai loro cari e all’intera comunità.
Questo avvenimento ecclesiale sacramentale che vive la nostra Parrocchia ci dà occasione di riflettere sull’Eucaristia, fonte ed culmine di tutta la vita cristiana, con la stessa gioia e gratitudine di questi bambini verso il Signore. L’insondabile ricchezza di questo sacramento si esprime attraverso i suoi diversi nomi.
Infatti la chiamiamo: Eucaristia, perché è rendimento di grazie a Dio per le sue opere, la Creazione, la Redenzione e la Santificazione nostra; Cena del Signore, dove Gesù ha consumato con i suoi discepoli il Pane della Vita; Frazione del pane, perché questo rito della cena ebraica è stato consumato nell’ultima cena; Assemblea Eucaristica, in quanto l’Eucaristia è celebrata con e nell’assemblea dei fedeli, espressione visibile della Chiesa; Memoriale della Passione e Risurrezione del Signore; perché attualizza l’unico sacrificio di Cristo Salvatore e della Chiesa; Santa Liturgia, perché in essa la Chiesa trova il suo centro e la sua più densa espressione; Santissimo Sacramento, in quanto costituisce il Sacramento dei sacramenti; Comunione, perché mediante questo sacramento ci uniamo a Cristo; infine S. Messa, perché la liturgia si conclude con l’invio dei fedeli (vedi rito romano) affinché essi compiano la volontà di Dio nella quotidianità della vita (1) .
Vi saluto con affetto.
Padre Renato

Nota(1):
Nel rito romano latino l’invio era: Ite, missio est, oppure: dimissio est, la spiegazione più attendibile è diventata, in italiano: Messa

martedì 4 maggio 2010

Auguri a
Padre Renato
Martedì 4 maggio è il compleanno del parroco, padre Renato. Il consiglio pastorale, a nome di tutta la comunità esprime gli auguri più cordiali e prega affinché il Signore gli doni salute e sapienza per continuare a guidare la nostra comunità cristiana.
Buon Compleanno!!!

IL SACRAMENTO DEGLI INFERMI

Quando la Chiesa si prende cura degli infermi, presta servizio a Cristo stesso nelle membra sofferenti del suo Corpo mistico, e seguendo l'esempio del Signore Gesù, che «passò beneficando e risanando tutti» (At 10, 38), obbedisce al suo comando di aver cura dei malati (cfr. Mc 16, 18).
La Chiesa dimostra questa sollecitudine non solo visitando i malati, ma anche confortandoli con il sacramento del- l'Unzione, sostenendoli, sia durante la malattia che in pericolo di morte, con il sacramento dell'Eucaristia, e raccomandandoli con le sue preghiere a Dio, specialmente negli ultimi istanti della loro vita.
LA SACRA UNZIONE DEGLI INFERMI, come professa e insegna la Chiesa cattolica, è uno dei sette sacramenti del N.T, istituito da Cristo nostro Signore, adombrato come tale nel vangelo di Marco (Mc.6,13) e raccomandato ai fedeli e promulgato da Giacomo, apostolo e fratello del Signore. “Chi è malato,- egli dice -, chiami a sé i presbiteri della Chiesa e pre-ghino su di lui dopo averlo unto con olio nel nome del Signore; e la preghiera fatta con fede salverà il malato, il Signore lo rialzerà e se ha commesso peccati, gli saranno perdonati (Gc.5,14-15)».
Il Concilio Vaticano II da parte sua, contiene queste ulteriori affermazioni: «L'Estrema Unzione, la quale può esser chiamata anche, e meglio, Unzione degli infermi, non è il sacramento soltanto di coloro che si trovano in estremo pericolo di vita. Perciò, il tempo opportuno per riceverlo ha certamente già inizio quando il fedele, per malattia o per vecchiaia, comincia ad essere in pericolo di morte».
E che l'uso di questo sacramento rientri nelle sol- lecitudini di tutta la Chiesa, è dimostrato da queste parole: «Con la sacra Unzione degli infermi e con la preghiera dei presbiteri, tutta la Chiesa raccomanda gli ammalati al Signore sofferente e glorificato, perché rechi loro sollievo e li salvi (cfr. Gc 5, 14-16), anzi li esorta ad unirsi spontaneamente alla passione e alla morte di Cristo.
DOMENICA 16 MAGGIO 2010
Durante la S. MESSA
delle ore 16,00
sarà amministrato comunitariamente
il Sacramento dell’UNZIONE
degli INFERMI
Gli operatori pastorali,
i Ministri della Comunione e i Parenti
sono pregati di avvisare
i loro familiari ammalati e anziani
per prepararli e segnalarli al Parroco
a ricevere efficacemente
questo Dono

Lampada per l’anno sacerdotale

La nostra Parrocchia sostiene fortemente l’iniziativa del Centro Nazionale Vocazioni: ogni prima domenica del mese, fino a giugno, durante le Santa Messe, si accenderà una lampada per l’anno sacerdotale e si dedicherà una specifica intenzione di preghiera alle vocazioni. Tutta la nostra comunità parrocchiale è chiamata a pregare per le vocazioni
Intenzione di preghiera
Verbo incarnato per amore dell’umanità, rinnova nel tuo popolo ogni giorno la mistica incarnazione, attraverso sacerdoti che vivono il sacramento dell’Ordine ricevuto, con entusiasmo e con la gioia di appartenerti, preghiamo

Le Prime comunioni: un dono per tutta la Parrocchia

Carissimi fedeli, parenti ed amici,
Il bel mese di maggio, dedicato alla Madonna, è anche tempo di Prime Comunioni. Oggi, infatti, domenica 2 maggio ’10, quaranta nostri bambini, divisi in due gruppi, il primo di Anna/ Paola alle ore 10 e il secondo di Anna/Giancarla alle ore 11,30, si accostano per la prima volta alla Mensa Eucaristica, per incontrare il loro amico Gesù.
Hanno invitato alla Festa tutti i loro cari, gli amici e la comunità che li guardano sereni, belli e puri nei loro candidi abiti, ma di più sono guardati da Gesù che vuole loro tanto bene! Il Signore Gesù ha preparato per loro questo “Giorno beato…..giorno di Paradiso che tutto è un sorriso!” come dice un antico canto; e questa Mensa, come in ogni Domenica, per fare comunione con loro.
Non c’è niente da fare, stare a vedere le opere che il Signore fa è sempre una meraviglia. Questi bambini che accolgono Gesù con trepidazione sono solo opera di Dio, i genitori che vivono con gioia ed occhi lucidi questo momento… sono un’opera di Dio e noi sacerdoti, suore e catechisti li contempliamo contenti di aver potuto partecipare. E’ vero che Lui si serve di noi, ma è anche vero che non siamo indispensabili e che sui nostri errori, sulle nostre delusioni che sempre ci sono, Lui poi alla fine realizza; e come realizza. Noi, adulti e comunità parrocchiale dobbiamo sentire una gran responsabilità per la loro crescita cristiana, in quanto loro guardano a noi. Per questo vogliamo accompagnarli con la preghiera e con tutto il nostro affetto, augurando loro che trovino sempre nella nostra Assemblea Eucaristica lo sprone e il nutrimento spirituale, necessario per la crescita cristiana, morale e spirituale.
Vi saluto con affetto.
Padre Renato

Progetto Nuovo Centro Pastorale

Martedì 27 aprile il Progetto Nuovo Oratorio è stato approvato in Curia dal Co.Co (Collegio dei Consultori) e, dopo aver approntato il Piano Finanziario si passa alla fase operativa.
Deo Gratias!

Messaggio per il giuramento del Nuovo Sindaco

Giovedì 29 Aprile, in Consiglio Comunale, in occasione del giuramento di fedeltà alla Costituzione del nuovo Sindaco, le due Comunità Parrocchiali hanno fatto giungere al Sindaco "l'augurio di una sincera e leale collaborazione per ogni azione a favore della gente, per una maggiore coesione sociale, per una città più umana, fraterna e gioioisa".

mercoledì 28 aprile 2010

47° Giornata Mondiale di preghiera per le vocazioni

Carissimi fedeli ed amici,
Domenica 25 aprile, 4^ di Pasqua, si celebra in tutta la Chiesa, la 47^ Giornata mondiale di Preghiera per le Vocazioni, giornata rogazionista per eccellenza. Istituita il 1964 da papa Paolo VI essa compie e realizza i desideri di sant'Annibale M. Di Francia il quale anelava che la rogazione (la preghiera per le vocazioni) divenisse universale. Nel corso di questi anni i vari papi hanno offerto puntualmente alla Chiesa intera un messaggio di riflessione, a partire dal Rogate, preghiera comandata da Gesù perché non manchino mai gli operai del Regno. La Famiglia del Rogate, religiosi e fedeli laici, è impegnata nella preparazione e nella celebrazione della giornata, con iniziative diverse secondo i luoghi. Venerdì scorso, infatti, si è tenuta nella nostra Chiesa parrocchiale, una veglia di preghiera a livello decanale.
Per quest'anno Benedetto XVI ha proposto un messaggio particolarmente significativo. Il titolo della GMPV è: Ho una bella notizia….. Io l’ho incontrato! Quante volte si desidera che qualcuno c’incontri e ci dica qualcosa di rasserenante per la nostra vita e il nostro cuore! Quante volte, ponendoci di fronte ad un telegiornale, s’insinua in noi un senso di sconcerto e una sottile angoscia che avvolge la nostra sensibilità! “Ho una bella notizia!» è così raro sentirlo dire. Il vero "testimone" non guarda all'esito della sua missione e del suo servizio ma cerca di proporre in maniera semplice e appassionata la propria testimonianza di vita.
* Una testimonianza che è relazione e non semplicemente annuncio di parole.
* Una testimonianza che è incontro con un'esperienza bella o una persona bella fa divenire questa bellezza qualcosa da raccontare, perché scaturisce dal cuore.
* Una testimonianza viva e serena dell'Assoluto permette di diventare narratori di un incontro che può cambiare radicalmente la nostra esistenza. Così la vocazione diviene una vera risorsa di vita e la vita torna ad essere vocazione.
Se la testimonianza del fascino di Cristo è propria di tutti i battezzati, noi presbiteri e consacrati in particolare siamo chiamati a recapitare una buona notizia e suscitare vocazioni. «Il mondo vuole sentire l'eco della gioia che le opere di Dio provocano in noi - ha detto il card. Bagnasco in un Convegno sulle Vocazioni - e vedere compiere un'opera convincente che sa di miracolo, più che risuscitare i morti: l'unità che nasce dalla comunione affettiva ed effettiva, in un contesto segnato da dissidi e divisioni”. Il Presidente della CEI ha concluso: “I giovani vogliono vedere uomini felici di appartenere a Cristo e alla Chiesa in mezzo alle difficoltà e alle prove, senza fughe: è la cartina di tornasole della maturità umana e cristiana”. Vi saluto con affetto. Padre Renato

Ostensione S. Sindone 2010: un evento indimenticabile

Lunedì 19 aprile si è svolto il nostro Pellegrinaggio parrocchiale a Torino alla S. Sindone, in una giornata splendida. Abbiamo partecipato dapprima alla S. Messa concelebrata nella Basilica di S. Maria Ausiliatrice, presieduta dal parroco P. Renato e pranzato anche al "Ristoro Don Bosco” con visita ai luoghi del Santo. Nel pomeriggio, dopo una discreta attesa in fila che si snodava nel verde dei Giardini Reali, abbiamo fatto Visita alla Sindone e pregato davanti al S. Telo. Esso è visibile per la prima volta dopo l’importante intervento di conservazione del 2002, attraverso cui sono stati asportati i lembi di tessuto bruciato a Chambéry nel 1532, le toppe apposte allora dalle suore Clarisse e sostituito il telo d’Olanda che fungeva da supporto. Novità di quest’ostensione 2010 riguardano anche il percorso d’avvicinamento al Duomo che, arricchito d’informazioni rispetto alle precedenti ostensioni, è iniziato dai Giardini Reali bassi, proseguendo attraverso uno dei punti più affascinanti del Polo Reale, la Manica nuova, per sbucare poi sul piazzale del campanile. Nella sala della prefettura sono state proiettate le nuove immagini del Telo ad altissima risoluzione. Senza parlare dell’emozione vissuta al momento del pur breve passaggio sotto la S. Sindone, rimarrà senz’altro indimenticabile nella mente di tutti noi partecipanti.

lunedì 19 aprile 2010

5° ANNIVERSARIO dell’ELEZIONE di BENEDETTO XVI al Pontificato

Lunedì 19 APRILE 2010

La Presidenza della CEI invita tutte le comunità ecclesiali in questo giorno a stringersi intorno a lui, centro di unità e segno visibile di comunione...
Nello stesso tempo, in quest'ora di prova, la Chiesa in Italia non viene meno al dovere della purificazione...
Confidando nella Sua parola, implora dal Signore energie nuove, perché ne rafforzi la passione educativa, sorretta dalla dedizione e dal generoso impegno di tanti sacerdoti che, insieme ai religiosi, alle religiose e ai laici, ogni giorno si spendono soprattutto nelle situazioni più difficili.

Auguri al nuovo sindaco di Trezzano s/N


Al primo cittadino
di Trezzano sul Naviglio,
Avv. Giorgio Tomasino,
la comunità parrocchiale San Lorenzo
formula gli auguri più sinceri,
accompagnati dalla preghiera,
per sostenerlo nell'amministrazione
del bene comune.

"Cerchiamo i buoni esempi"

Carissimi fedeli ed amici,
Credetemi, dopo aver già parlato, non volevo più ritornare sull’argomento essendo diventato, come si dice, un tormentone delle notizie del giorno. Ma i mezzi della comunicazione stanno portando avanti una «eclatante campagna diffamatoria» sui casi d’abusi pedofili, «che, secondo alcuni commentatori, non vuole colpire i preti pedofili ma Benedetto XVI, nonostante la sua decisa azione contro “la sporcizia nella Chiesa”». È quanto si legge sul sito web della Radio Vaticana, dopo le accuse rivolte anche di recente dalla stampa estera ai “silenzi” di papa Ratzinger durante la Settimana Santa.
La «campagna» orchestrata contro la Chiesa cattolica risulta «ancora più strana e paradossale» se si pensa che ad esempio negli Stati Uniti i sacerdoti cattolici coinvolti in casi d’abusi pedofili sono meno dello 0,03%. È quanto scrive la Radio Vaticana sul suo sito citando “un rapporto governativo statunitense” del 2008 sugli abusi: «Per oltre il 64% - riporta la Radio Vaticana sulla base del rapporto - sono commessi da genitori, parenti o conviventi, dunque all’interno delle relazioni familiari; nelle scuole del Paese quasi il 10% dei ragazzi subisce molestie».
In proposito, l'emittente della Santa Sede cita l'intellettuale statunitense George Weigel, per il quale "il Papa è sotto attacco perché afferma l'esistenza della verità, mentre forze potenti in Occidente la negano. La Chiesa - ricorda la nota trasmessa nel radiogiornale internazionale - difende la giustizia, e la prima giustizia è il diritto alla vita, difende la famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna". Così c'è chi vede "nelle mancanze di alcuni figli della Chiesa l'opportunità di distruggere gli insegnamenti della Chiesa", escludendola dal dibattito pubblico su temi cruciali; per non parlare poi di "avvocati senza scrupoli che tentano di mettere le risorse del Vaticano alla portata dei tribunali". In quest’attacco, rileva Radio Vaticana: "Weigel - l’intellettuale statunitense - vede anche il coinvolgimento di settori cattolici che perseguono una rivoluzione mai realizzata: fine del celibato, ordinazione delle donne e diminuzione dell'autorità dei vescovi".
È molto interessante l’osservazione del vescovo di Chieti, il noto teologo mons. Bruno Forte che, parlando delle persecuzioni di questi tempi dei cristiani in India, afferma che se la grande stampa riportasse solo un centesimo di questi fatti, al confronto del “chiacchiericcio” dei preti pedofili, per dirla con il Card. A. Sodano, si farebbe un buon servizio alla verità. E’ facile giudicare e additare un esempio cattivo, quanto intorno ci sono centinaia, migliaia d’esempi buoni.
Terminando, mi sento di dire meno male che la nostra gente conosce i propri preti; soprattutto li stima e prega per loro e per la loro missione.
Con affetto vi saluto.
Padre Renato

mercoledì 14 aprile 2010

Il nuovo libro del Cardinale


Nessuno sia solo. Lettere alla famiglia è il titolo del libro scritto dal cardinale Dionigi Tettamanzi (Rizzoli, 110 pagine), che a pochi giorni dalla sua uscita in libreria è già alla prima ristampa. L’Arcivescovo parla alla famiglia di oggi, cellula fondamentale della società, e ai giovani, andando dritto al cuore dei loro problemi con uno sguardo lucido e insieme pieno di speranza. Quello della Chiesa capace di essere casa per tutti.
Con l’immediatezza e la confidenza che sono da sempre il suo tratto distintivo, il Cardinale bussa alle porte delle famiglie, per aprire con ognuna un dialogo sincero sulle difficoltà concrete e più urgenti del vissuto quotidiano. Lo fa attraverso tre lettere - della serie che il vescovo indirizza periodicamente ai fedeli, che rivolgono un messaggio di speranza e di apertura alle famiglie segnate dalla sofferenza e dal lutto, alle coppie che sperimentano il dolore della separazione e infine ai giovani, che con la forza dei loro sogni sono chiamati a costruire un domani più sostenibile.

Progetto San Lorenzo Paraguay

Carissimi fedeli ed amici,
insieme ai nostri animatori del Gruppo Missionario v’invitiamo a contribuire al “Progetto Scuola e Centro di Formazione S. Lorenzo” in Paraguay. Si tratta di un’Opera Sociale, approvata dal Governo Generale dei Padri Rogazionisti, che prevede un costo totale d’euro 59.208,50. Per questo oggi, Domenica 11 aprile ’10 abbiamo organizzato una Giornata Missionaria Rogazionista per una Raccolta d’offerte.
L’iniziativa si situa nel contesto della giovane “Parrocchia Madonna di Fatima de Barceguillo” nella Città e Diocesi di S. Lorenzo (Paraguay); la Parrocchia conta 20 mila fedeli. Si tratta di un complesso di 3 edifici che potranno consentire lo svolgimento d’attività educative, professionali e ricreative per bambini, adolescenti e giovani. Per la forte disuguaglianza sociale esistente nel Paraguay, ed in modo particolare nella popolosa città di San Lorenzo, i giovani d’età inferiore ai 15 anni sono ad elevatissimo rischio di emarginazione sociale.
E’ necessario accompagnarli nel processo d’educazione e formazione umana, professionale e religiosa; facilitare l’istruzione normale ai ragazzi e proporre alcuni corsi professionali agli adolescenti e ai giovani, i meno garantiti del quartiere. Il cantiere dei lavori è già avviato e gli edifici da elevare sono così concepiti: il primo sarà aperto ai giovani dai 14 ai 19 anni per l’apprendistato di materie tecniche; nel secondo e terzo edificio saranno accolti i giovani della formazione professionale di meccanica, elettronica, carpenteria, artigianato. Sul terreno circostante si prevedono degli spazi per gli sport, un parco per i più piccoli ed un ambiente polivalente.
Non resteremo indifferenti verso i nostri Missionari Rogazionisti che s’impegnano in quest’opera sociale ed educativa, Contribuiremo anche noi, di S. Lorenzo di Trezzano, a garantire con le nostre offerte un ambiente formativo a dei bimbi e giovani esposti al rischio emarginazione e delinquenza, per offrire un percorso di formazione professionale e consentire loro un accesso dignitoso al lavoro.
Nel ringraziarvi anticipatamente per la vostra adesione, vi saluto con affetto.
Padre Renato

martedì 6 aprile 2010

Pasqua con chi vuoi, ma con Qualcuno

Ogni anno, in occasione delle mie Visite alle Famiglie per le Benedizioni asquali (1), come ogni parroco, incontro tante situazioni e persone con le quali mi piace “chiacchierare tanto”, quando le circostanze me lo permettono.
A seguito di uno di questi incontri, ho trovato un giorno nella cassetta della posta un “scritto” dal titolo “Sotto le Feste Pasquali”, ricevuto dal simpatico Signor Gerardo abitante in Via Buonarroti, che avevo incontrato in casa in compagnia del figliolo, visitando appunto la Parrocchia. Con il permesso dell’autore, riporto con piacere e per intero il contributo “con preghiera, - si legge - se ritieni opportuno, di pubblicarlo sul Foglio parrocchiale di collegamento”:
Figlio: “Papà, guarda, c’è un avviso sul portone”.
Papà: “Sarà qualcosa che riguarda l’acqua, il gas o simili”.
Figlio: “No, è il prete che dice che verrà a benedire la casa, e dice anche di aspettarlo e dice anche quando; ma non ti sembra un po’ arrogante? E poi come si permette di (fare) attaccare un volantino con lo scotch sul portone?”
Padre: “Vedremo come sarà trattato quel volantino”.
Qualche giorno dopo il campanello gracchia. “Chi è?”. Immediata una voce mi risponde da dietro la porta. “Sono il parroco”. Caspita! Mi sorprendo a pensare, “questo vuole proprio entrare”, e con questo pensiero gli apro la porta.
Il parroco entra, ci salutiamo, ci diciamo che ci siamo incontrati la volta del Battesimo della piccola Irene che abita al piano di sopra. Sono trascorsi 12/13 mesi! Da parte mia cerco di dare qualche segno d’attenzione alle attività della Parrocchia riportando qualche passaggio letto sul “Foglio Parrocchiale”, ma per forza di cose risulta essere impreciso. Il parroco garbatamente mi corregge: ”… la vetrata della bussola è stata fatta, ti riferisci all’ascensore..”. Parlando del più e del meno ci diciamo che la vita della città rende difficile l’incontro con le persone e le famiglie.
Don Renato mi racconta che è stato in visita presso una comunità cristiana in IRAQ (in occasione dell’ordinazione sacerdotale di P. Zuhir). Mi racconta anche con gli occhi le emozioni vissute in quella comunità. Le persone s’incontrano, si accolgono, si considerano l’un l’altro. Le relazioni sono salde, vive, non escludono alcuno. Il calore umano si sente sulla pelle e scalda come null’altro.
Terminando, Don Renato diventa nostalgico e dubbioso: “Noi qui tutto questo l’abbiamo quasi perso acquistando un maggior benessere materiale; ne vale la pena?”. “No! - Rispondo con decisione, pur cogliendo il tono retorico della domanda, anzi, aggiungo, - “Chi si rende conto del valore di ciò, fa bene ad attivarsi perché l’uomo è proprio lì, nell’incontro! Molti uomini sensibili e di responsabilità capiscono che la chiave è lì, ma non trovano il modo di frenare la degenerazione della trama relazionale così grave in ambito urbano”.
Il quel momento colgo il senso dell’azione del Parroco: “è venuto a trovarmi, è venuto a ricordarmi il da farsi. E’ venuto a ricordarmi che Dio in Cristo ha incontrato l’uomo e lo ha riportato alla vita, è venuto a darmi un esempio pratico d’Eucaristia, è venuto a spiegarmi la Pasqua di Risurrezione.
Dunque l’uomo è nell’incontro, nell’accoglienza, nella considerazione dell’altro. E allora….Pasqua con chi vuoi, ma con qualcuno! Dopo qualche giorno mio figlio mi riporta che il volantino è ancora in bella vista e gli spiego che quella è la risposta alle sue domande.
Qualsiasi altro commento aggiuntivo è superfluo.
P. Renato Spallone
Padova, Pasqua ’06
Nota Bene: Questa lettera è stata pubblicata su
LA DIFESA del POPOLO della Diocesi di Padova in occasione della Visita alle Famiglie